medemaìstro…

      1908.mp3

l’è dì de boidóri
su l’or dei campi arsi
arènt le strade negre
de catram broènt ‘mprendù
e ‘l me ‘mpieniss el nass
l’odor de amar
da tuta sta erba pàssa
caréza ai làori suti
saór de ‘nziàna
grìs
ma dent ‘n de i òci
resta ‘ncor seren

Giuliano

assenzio…

sono giorni di calura/sul limitare dei campi arsi dal sole/vicino alle strade nere/di catrame bollente rappreso/e mi riempie il naso/il profumo amaro/di tutta quest’erba appassita/carezza alle labbra asciutte/sapore di genziana/grigio/ma dentro gli occhi/rimane ancora il sereno

è un periodo amaro per la nostra storia…
è una sensazione appiccicosa quella di questi giorni e non riesco a descriverla in altro modo…
resta la speranza

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7 commenti su “medemaìstro…

  1. …quando l’ho letta sono rimasta sospesa e addolorata..non riuscivo a dire…
    ho avuto la sensazione forte che stessi parlando di qualcosa di più che un’oppressione..

    ..magari un presentimento forte angosciato
    diffuso sulla pelle, che che non poteva respirare..
    quel catrame nero come quella pece..
    era qualcosa di più di una oppressione..

    che ti fa invocare l’idea di un profumo che è leggerezza
    e respiro dentro agli occhi per vivere..

    (sai Giuliano, anche io avverto un certa quale aria pesante e sospesa..
    sarà questa situazione della politica e la pazzia di un uomo che ha tenuto sotto scacco il paese e le menti della gente prese come un incantesimo infido, senza pensiero e cuore..questo balordo potrebbe pensare qualcosa di peggio..quando non ci si rassegna a scendere dalla onnipotenza marcia…

    E so che i poeti sentono e sanno prima della politica ….

    Sorrido il tuo stesso sorriso…
    volgo lo sguardo al sole
    respiro la tua genziana..

    “caréza ai làori suti
    saór de ‘nziàna
    grìs
    ma dent ‘n de i òci
    resta ‘ncor seren”

  2. C’è stato su Facebook un interessante discussione con Ivan Crico sul termine catram e lo riporto qui:

    Ivan Crico Volevo chiederti, scrivi “catram” mentre i nostri vecchi, ricordo, usavano il termine “pegola” (mio nonno era difatti il custode della “frabica de la pègola”: un modernismo, il tuo, o non c’era questa forma più antica da voi?

    Diaolin Giuliano Natali si, pegola sta per pece anche da noi…
    è che se la parola in quel momento non mi sovviene utilizzo quello che uscirebbe dalla bocca senza ricercare ulteriormente…
    comunque grazie di avermelo ricordato…

    Diaolin Giuliano Natali ah, pégola in trentino… da voi pègola con la e aperta???

    Ivan Crico Ovviamente anche da noi nessuno pensa più a “pegola” per indicare il catrame o la pece (mentre talvolta si usa questo termine per indicare la “sfortuna”) ma, come ti ho detto, mi legano a questo vocabolo antichi ricordi d’infanzia e, così, si è presentato potentemente dal fondo del passato. Un caro saluto.

    Diaolin Giuliano Natali Sono contento che certe parole risveglino ricordi e sensazioni…

    Clizia Gallarotti pégola perchè si è impegolati…
    Ma Diaolin, hai già nostalgia delle calure estive? c’è questa nebbiolina così riposante!

    Diaolin Giuliano Natali pégola sarebbe pece e ha assunto nel tempo il senso di attaccaticcio….

    Diaolin Giuliano Natali e per le calure estive… no, non si tratta di nostalgia, è una sensazione appiccicosa quella di questi giorni e non riuscivo a descriverla in altro modo…

    Antonio G. Della Rocca Ricordo per ricordo, quando uscirono i voti dell’esame di maturità (io ero bravino, ci sono arrivato – Trieste nel 1962 – con la media dell’otto, ma abbiamo avuto una commissione pessima e ne sono uscito con la media del sette) mio nonno mi mandò due righe con il tacitiano commento “Contro certe pègole non c’è solvente” :0)

    Diaolin Giuliano Natali esattamente, ma la mia speranza, e spero quella di tutti, è che si trovi una via d’uscita.

  3. Stiàni me zio Natale l’aveva el vizio de meterse ‘ntrà ‘ laori en sgàrz de èrba bòna, cossì ciamon el medemaistro en Caoriana… Fòrsi l’èra par desmentegar i despiazeri che… a sentirlo i èra tanti! Ancòi, la vita l’è agra come la genziana ma.. às reson basta dormirghe sora e po’ goderse el seren, quan’che manaman el capita… Bèla, agra al “punto giusto”!
    Corrado

  4. medemaistro. mio nonno è vissuto fino a 90 anni con un rametto di medemaistro in bocca,altro che velenoso, forse un poco inebriante…comunque bella la poesia in tutte (tre) le versioni.

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