pestolic…

      2150.mp3

a strózech
‘n de ‘l rìo tut carùgen
coi pèi fin gió ‘n font
‘n de nugole…
sabia
balòti lustràdi
e i rìdola,
tondi,
a giugàr co le pés

‘n de i dédi ‘mpizàdi
diaolìni de föc
e segni su l’àqoa
a sfondarse pan pian
vers la möia
dré, ‘n rider matèl
che ‘l rembómba, balòss,
lassà che ‘l se cùnia
su ‘n schena a na föia
che gira, ‘mbriàga,
la fa molinèi

Giuliano

passi

a strascico | dentro il rivo di cenere | con i piedi immersi sul fondo | di nuvole… | sabbia | sassi lucidi | che rotolano, | rotondi, | a giocare con i pesci | nelle dita infiammate | un rovente dolore | e segni sull’acqua | che affondano piano | verso l’ansa | dietro, un ridere bambino | che rimbomba, balordo, | lasciato a cullarsi | in schiena ad una foglia | che gira, ubriaca, | diventa gorgo

Per l’amico Enzo Cecchi e la sensazione di quella foto sul fiume…

questi segni sull’acqua lasciati dai piedi a perdersi sul fondo… è una bella sensazione

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7 commenti su “pestolic…

  1. Riva di fiume..
    “quadri di un’esposizione”
    sono suono
    queste parole
    profumano
    di dolcezza
    lasciano dentro
    impronte di suoni
    e anche quel po’
    di retrogusto amaro..
    sottile affilata nostalgia

    ….dimenticavo di dirti bellissima..
    perfetto quel contrappunto musicale
    che rima le tue parole..

  2. Mi succede quando vado a pesca nel rio Avisio dove ci sono quelle belle buse piene d’acqua, cosi tolgo gli stivaloni e mi inmergo a piedi nudi dentro l’aqua gelida, in quel istante mi avvolgono tutti i ricordi di quando ero bambino, bravo Giuliano la tua poesia è molto bella direi che dopo la poesia Carbonari e la più bella

  3. Capolavoro. In questa lirica c’è tutta la magia d’esser bambini, il suono del fiume, e lo sguardo e tutto il nostro essere che si perde nel mulinare di una foglia.

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