respiri…

      2314.mp3

quelle mani che toccano notti
e poi mi sveglio
aprendo gli occhi per trovare la scintilla del mio vivere,
timida stella che si affaccia tra le nubi
di una notte senza luna e scure ombre di montagne
addormentate.

Quelle mani che, non sono mie…

Giuliano

sófi…

quele man che toca nòt | e me desmìssio | co i òci avèrti, par gatàr sol la stanzéla del mè viver, | stéla spavènta che la ciùta ‘n trà le nugole rebùfe | de na nòt senza la luna e l’ombrìa scura dei mè cròzi | ‘ndromenzàdi. | Qoéle man che, no le è mèe…

Quella scintilla che è il momento in cui si vive(nasce)…

Stavolta l’ho scritta in italiano e mi sembrava giusto tradurla anche in dialetto visto che ultimamente faccio il contrario. La lettura sarà comunque in dialetto…



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15 commenti su “respiri…

  1. dei miei sospiri estremi…

    Ciao Giuliano.Poeta dei Canti.
    Per quella scintilla , anche una lacrima sola, che è il momento in cui si vive e si torna a nascere…
    Bellissima
    “quelle mani che toccano le notti”…
    Intensamente tu.

  2. Bellissime. La versione dialettale per me molto più drammatica, grazie a quel “sol” alla forza del “spavènta” contrapposto a timida, al “rebùfe” per le nuvole…. Accenti che mancano nella versione in italiano e ne fanno due poesie diverse. Il mio animo “lunare” mi fa preferire la versione italiana.
    Bravo Giuliano. Grazie per il tag.
    Guten Tag!

  3. Accidenti; così lontani e così vicini, io e te. Tua, sicuramente tua, ma poteva esser mia, perlomeno come tematiche. Bellissimo l’effetto di quell’ultimo verso. Propi da grop in tel stomec, cume la scrif Cristina.

  4. E’ sempre difficile la strada che porta alla gioia… per questo è più frequente il dramma nella vita…è molto più facile crearlo e scriverlo in poche semplici parole: Respiri…..no!

  5. Mi piace, mi piace sempre il Diaolìn… ora s’è persa nelle tue parole anche la moglie, presto ti chiederà l’amicizia, se non l’ha già fatto.

  6. Molto tenera e delicata. Quel “timida” abbinata a stella la rende molto umana e consolatoria.
    Devo dire, con mia sorpresa, che in questo caso mi prende di più la forma in italiano, a differenza del solito. L’unica spiegazione che mi do è che probabilmente ha più forza la stesura originale, mentre una traduzione ne attenua in parte l’espresssivita’ . Ma forse è solo una mia cavolata.

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