{"id":5151,"date":"2014-10-13T15:16:40","date_gmt":"2014-10-13T14:16:40","guid":{"rendered":"http:\/\/www.diaolin.com\/wordpress\/?page_id=5151"},"modified":"2014-11-28T08:42:50","modified_gmt":"2014-11-28T07:42:50","slug":"johann-sebastian-bach","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.diaolin.com\/wordpress\/?page_id=5151","title":{"rendered":"1. Johann Sebastian Bach"},"content":{"rendered":"<h2 class=\"sub-title-primary\"><\/h2> <p><a href=\"https:\/\/www.diaolin.com\/wordpress\/img\/\/1-28-novembre-1.png.jpg\" rel=\"lightbox[5151]\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-5249\" src=\"https:\/\/www.diaolin.com\/wordpress\/img\/\/1-28-novembre-1.png-212x300.jpg\" alt=\"1 - 28 novembre-1.png\" width=\"212\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.diaolin.com\/wordpress\/img\/1-28-novembre-1.png-212x300.jpg 212w, https:\/\/www.diaolin.com\/wordpress\/img\/1-28-novembre-1.png.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 212px) 100vw, 212px\" \/><\/a><a href=\"https:\/\/www.diaolin.com\/wordpress\/img\/\/1-28-novembre-2.png.jpg\" rel=\"lightbox[5151]\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-5272\" src=\"https:\/\/www.diaolin.com\/wordpress\/img\/\/1-28-novembre-2.png-212x300.jpg\" alt=\"1 - 28 novembre-2.png\" width=\"212\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.diaolin.com\/wordpress\/img\/1-28-novembre-2.png-212x300.jpg 212w, https:\/\/www.diaolin.com\/wordpress\/img\/1-28-novembre-2.png.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 212px) 100vw, 212px\" \/><\/a><\/p>\n<p><strong>28 novembre 2014, ore 20:45 &#8211; Molin de Portegnach &#8211; Faver<br \/>\n<\/strong><\/p>\n<p>Avevo, credo, 11 anni, quando per la prima volta sentii alla radio l&#8217;Adagio, l&#8217;Adagio dalla Toccata Adagio e Fuga in do maggiore di Johann Sebastian Bach eseguita, dissero, dal grande maestro Helmut Walcha.<br \/>\nCredo che il nome di Bach sia stato solo una foglia dentro ad un vento fatto di suoni che fino a quel momento mi avevano accarezzato ed \u00e8 diventato una folgorazione, improvvisa ed avvolgente. Esatto, proprio una folgorazione che, fino ad oggi, continua a darmi lo stesso effetto: mi sconvolge allo stesso modo di quella prima volta, tanti anni fa. Questo immenso pezzo di arte si \u00e8 presentato come un delicato invito ad occuparmi di musica.<br \/>\nFino a quel momento non avevo la minima idea che la musica potesse essere parte integrante della mia vita fino al punto da diventare un cammino imprescindibile.<\/p>\n<p>La musica come elevazione personale, come momento unico e supremo di bellezza, forse di conforto e sicuramente di confronto con un universo pi\u00f9 grande di quello che riuscivo a vedere attraverso gli occhi non ancora avvezzi a percepire il dettaglio del tempo.<\/p>\n<p>Ecco, credo sia stato questo il mio approccio alla musica a parte, forse, il mio continuo fischiettare cercando di imitare quello che sentivo alla radio. E, a questo proposito, ricordo Albino, un signore in paese che mi aveva insegnato a fischiare, come peraltro aveva fatto durante il corso della sua vita con tutti i bambini attraverso un semplicissimo fischiettio, ed io continuavo in questo gioco nato da lui anche sulle note di canzoni o pezzi classici fino all&#8217;incontro con J.S.Bach.<\/p>\n<p>Credo sinceramente che J.S.Bach sia stato il primo ad estrapolare da quel pensiero, fatto di suoni conseguenti di quarte, quinte, ottave, dissonanze ed alterazioni,\u3000 un&#8217;architettura di voci poggiate su di un equilibrio delicato che assomiglia, per il mio modo di vedere, alle interazioni umane nel loro continuo rimaneggiamento verso un irraggiungibile destino o voglia di bellezza.<\/p>\n<p>Quindi vorrei iniziare la serata proprio su questo Adagio nell&#8217;interpretazione di Walcha per parlare con voi due di ci\u00f2 che voi ritenete sia il vostro rapporto con le cose e con le persone. Mi piacerebbe sentire una\u3000 vostra interpretazione di questo immenso pensiero attraverso il vostro essere poeti, scrittori, musicisti e semplicemente uomini.<\/p>\n<p>J.S.Bach fece un grande viaggio durante la sua vita esplorando sensazioni fino a quel momento quasi sconosciute, sia con la voce umana che con l&#8217;orchestra, e port\u00f2 alla ricerca del sublime lo strumento principe: l&#8217;organo a canne.<br \/>\nVoi avete fatto diversi viaggi nella vostra vita che credo continuino a portarvi quelle stesse sensazioni anche se appoggiate a giochi interpretativi differenti.<\/p>\n<p>Avrei definito questa sera &#8220;Il canto delle parole&#8221; ma vorrei lasciare a voi l&#8217;onere di raccontarci un titolo che scriveremo forse dopo, dopo avere ascoltato.<\/p>\n<p>La scelta di questo Adagio non \u00e8 casuale, come avrete ben compreso, la sua caratteristica sonorit\u00e0 &#8220;italiana&#8221; lo rende il compagno di un tragitto che ogni tanto si ripresenta con le sue delicate progressioni che sembrano tracciare un percorso a tratti conosciuto ma che si rivela, ogni volta, diverso. Il colore della vita credo sia assolutamente il senso di questo monumento musicale, la &#8220;Toccata, Adagio e Fuga&#8221;, che trova la sua apoteosi proprio nell&#8217;Adagio delicato e greve, intenso e leggero.<\/p>\n<p>Vorrei appunto che questo diventi il tratto portante di questa serata che ho legato a questo musicista considerandovi molto simili proprio a questo Adagio.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Ho scelto Helmut Walcha, un organista del secolo scorso, cieco non dalla nascita ma progressivamente dal momento in cui all&#8217;incirca ha iniziato a studiare l&#8217;organo: era un grande, immenso esecutore ed allo stesso tempo un improvvisatore e compositore di rara finezza. La sua &#8220;vista&#8221; si \u00e8 riversata nel nostro ascolto attraverso un uso attento della tecnica interpretativa portata all&#8217;apoteosi del suono.<\/p>\n<p>E, a seguire, la meraviglia: La passione secondo San Giovanni!<\/p>\n<p>Quella che chiamo &#8220;l&#8217;affondo nel cuore&#8221;, la staffilata feroce che ti porta a sentirti penetrare profondamente in questa storia, base del Nuovo Testamento cristiano. Come in una specie di battesimo, nell&#8217;acqua smossa dai due oboe che caratterizzano l&#8217;inizio, il primo incredibile corale ti immerge\u00a0in un discorso che continua a far cozzare una contro l&#8217;altra queste due voci che sembrano arrivare da lontano. Qui\u00a0sopraggiunge un racconto immediato ed improvviso di una storia di dolore; disegnata su una partitura diventa, dall&#8217;inizio alla fine attraverso le peripezie delle abili mani del compositore, una preghiera che, se non fosse per il testo potrei definire laica. So per certo che molti non saranno per nulla d&#8217;accordo con la mia definizione ma lascio a voi il compito di raccontarci la vostra idea per renderci partecipi dei vostri pensieri pi\u00f9 profondi.<\/p>\n<p>Noi ascolteremo all&#8217;inizio della serata, come un&#8217;introduzione all&#8217;ascolto, l&#8217;Adagio e poi verso la met\u00e0 della sera proseguiremo con &#8220;Ich folge dir gleichfalls&#8221; dalla Passione secondo San Giovanni.<\/p>\n<p>Spero riuscirete ad aiutarci a scoprire chi siete anche attraverso lo spunto di questa musica.<\/p>\n<p><strong>Diaolin<\/strong><\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" title=\"Ich folge dir gleichfalls (part3)\" width=\"525\" height=\"394\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/crHJ6dwNmUg?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>(traduzione S.Forner e Robert Mitterrutzner)<\/p>\n<p><strong>28 November 2014, 20:45 am Molin de Portegnach Faver, Italien<\/strong><\/p>\n<p>Ich war &#8211; so glaube ich &#8211; elf Jahre alt, als ich im Rundfunk das Adagio aus der Toccata, Adagio und Fuge in C-Dur von J.S.Bach, gespielt vom gro\u00dfen Meister H.Walcha, h\u00f6rte.<\/p>\n<p>Ich dachte, der Name Bach sei nur ein Blatt im Wind von Kl\u00e4ngen gewesen, die mich zu der Zeit gestreichelt hatten, doch pl\u00f6tzlich entwickelte sich daraus ein einh\u00fcllender Geistesblitz. Genau, ein Geistesblitz, der heute wie damals auf mich wirkt: er ersch\u00fcttert mich wie beim Ersten mal, vor vielen Jahren. Dieses grandiose Kunstwerk, erschien mir wie eine zarte Einladung, mich mit Musik zu besch\u00e4ftigen.<\/p>\n<p>Bis zu diesem Zeitpunkt h\u00e4tte ich nie geahnt, wie Musik mich pr\u00e4gte und somit ein wesentlicher Bestandteil meines Lebens wurde. Der Weg zusammen mit Musik, war unvermeidlich geworden.<\/p>\n<p>Musik als pers\u00f6nliche Erhebung, als einzigartiger und h\u00f6chster Augenblick der Sch\u00f6nheit, vielleicht des Trostes, jedoch sicherlich der Vergleich mit einer gr\u00f6\u00dferen Welt als ich durch meine Augen sehen konnte, da sie noch nicht daran gewohnt waren, die Zeiteinzelheiten wahrzunehmen.<\/p>\n<p>Das &#8211; glaube ich &#8211; war meine Ann\u00e4herung zur Musik, oder vielleicht doch das st\u00e4ndige Pfeifen, indem ich versuchte, das nachzuahmen, was ich im Rundfunk h\u00f6rte. In diesem Bezug erinnere ich mich an Herrn Albino, ein Mann aus meinem Dorf, der mich das Pfeifen lehrte, so wie er es mit allen Kindern, sein ganzes Leben hindurch getan hatte. Ich setzte sein Spiel fort, pfiff nach Noten, von Ges\u00e4ngen oder klassischen St\u00fccken bis zur Begegnung mit Bach.<\/p>\n<p>Ich glaube, Bach sei der erste gewesen, der dem Gedanken von Folgekl\u00e4ngen; Quarten, Quinten, Oktaven, Dissonanzen und Alterationen, eine Stimmstruktur aufgebaut hat, die auf einem empfindlichen Gleichgewicht ruht: eine Struktur, die meiner Meinung nach menschlichen Verh\u00e4ltnissen, in ihrer anda\u00fcrnden Anpa\u00dfung an ein unerreichbares Schicksal oder der Sehnsucht nach Sch\u00f6nheit \u00e4hnlich ist.<\/p>\n<p>Ich m\u00f6chte diesen Abend genau mit dem Adagio beginnen, gespielt von H.Walcha, um mit euch \u00fcber euer Verh\u00e4ltnis zu Dingen und Personen zu sprechen.Ich m\u00f6chte euch einladen, diesen rie\u00dfigen Gedanken, als Dichter, Schriftsteller, Musiker und als Menschen, zu interpretieren.<\/p>\n<p>Bach unternimmt in seinem Leben eine lange Reise, wobei er Gef\u00fchle untersuchte, die zu der Zeit unbekannt waren, die weder in der menschlichen Stimme als auch im Orchester h\u00f6rbar waren. Die Pfeifenorgel &#8211; das Hauptinstrument, f\u00fchrte er auf die Suche nach Erhabenem. Ihr habt mehrere Reisen in euerem Leben gemacht, die euch wahrscheinlich dieselben oder \u00e4hnliche Empfindungen geschenkt haben, obwohl sie mit anderen Interpretationsspielen verbunden sind.<\/p>\n<p>Ich h\u00e4tte diesen Abend &#8220;der Gesang der Worte&#8221; genannt, ich m\u00f6chte euch aber die Last lassen, einen Titel zu finden, den wir vielleicht sp\u00e4ter, nachdem wir der Musik zugeh\u00f6rt haben, aufschreiben.<\/p>\n<p>Ich habe dieses Adagio nicht auf gut Gl\u00fcck ausgew\u00e4hlt: seine kennzeichnenden &#8220;italienischen&#8221; Kl\u00e4nge, zeichnen durch ihre zarten Sequenzen einen manchmal bekannten Weg vor, der sich jedes Mal anders vorstellt. Ich glaube die Lebensfarbe sei der Sinn dieses vortrefflichen Musikwerkes, die Toccata, Adagio und Fuge, die seinen H\u00f6hepunkt gerade im zarten und schweren, kr\u00e4ftigen und leichten Adagio findet.<\/p>\n<p>Ich m\u00f6chte als Kennzeichen dieses Abends; den ich mit diesen Musiker verbunden habe, mit euch dieses Adagio mit euch betrachten.<\/p>\n<p>Ich habe H.Walcha gew\u00e4hlt, einen Orgelspieler des vergangenen Jahrhunderts, der stufenweise erblindete als er das Orgelspielen zu erlernen begann: er war sowohl ein gro\u00dfer Spieler als auch ein feiner Stegreifspieler und Komponist. Seine &#8220;Sehkraft&#8221; hat er durch eine sorgf\u00e4ltige Vortragstechnik in uns Zuh\u00f6rern umgesetzt.<\/p>\n<p>Und danach das Wunder: die Johannespassion!<\/p>\n<p>Die ich &#8220;den Sto\u00df ins Herz&#8221; nenne, der wilde Hieb, der dich in diese Geschichte tief hineinf\u00fchrt, die die Basis des Neuen Testaments ist. Wie bei einer Taufe, das von zwei Oboen bewegte Wasser, welche den Anfang kennzeichnen, der erste unglaubliche Choral l\u00e4sst dich in ein Gespr\u00e4ch eintauchen, das diese zwei scheinbar entfernten Stimmen st\u00e4ndig aneinander sto\u00dfen l\u00e4sst. Hier kommt eine Erz\u00e4hlung von Leid, welche durch die Wechself\u00e4lle der geschickten H\u00e4nde des Komponisten zu einem Gebet wird, welches ich als konfessionslos bestimmen m\u00f6chte. Ich bin sicher, da\u00df viele mit meiner Interpretation nicht einverstanden sind, deshalb will ich euch dazu einladen, eure Meinungen, Empfindungen und tiefsten Gedanken mit uns gemeinsam zu teilen.<\/p>\n<p>Am Anfang h\u00f6ren wir als Einf\u00fchrung das Adagio und danach &#8220;Ich folge dir gleichfalls&#8221; aus der Johannespassion.<br \/>\nIch hoffe wir k\u00f6nnen uns gegenseitig dahingehend unterst\u00fctzen um herauszufinden wer wir sind. Die Musik n\u00fctzt uns dabei als Pferd auf die Reise zu uns Selbst.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>28 novembre 2014, ore 20:45 &#8211; Molin de Portegnach &#8211; Faver Avevo, credo, 11 anni, quando per la prima volta sentii alla radio l&#8217;Adagio, l&#8217;Adagio dalla Toccata Adagio e Fuga in do maggiore di Johann Sebastian Bach eseguita, dissero, dal grande maestro Helmut Walcha. Credo che il nome di Bach sia stato solo una foglia &hellip; <\/p>\n<p class=\"link-more\"><a href=\"https:\/\/www.diaolin.com\/wordpress\/?page_id=5151\" class=\"more-link\">Leggi tutto<span class=\"screen-reader-text\"> &#8220;1. 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