{"id":5165,"date":"2014-10-14T10:20:55","date_gmt":"2014-10-14T09:20:55","guid":{"rendered":"http:\/\/www.diaolin.com\/wordpress\/?page_id=5165"},"modified":"2014-11-26T07:47:45","modified_gmt":"2014-11-26T06:47:45","slug":"2-wolfgang-amadeus-mozart","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.diaolin.com\/wordpress\/?page_id=5165","title":{"rendered":"2. Wolfgang Amadeus Mozart"},"content":{"rendered":"<h2 class=\"sub-title-primary\"><\/h2> <p><a href=\"https:\/\/www.diaolin.com\/wordpress\/img\/\/2-19-dicembre-1.png.jpg\" rel=\"lightbox[5165]\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-5250\" src=\"https:\/\/www.diaolin.com\/wordpress\/img\/\/2-19-dicembre-1.png-212x300.jpg\" alt=\"2 - 19 dicembre-1.png\" width=\"212\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.diaolin.com\/wordpress\/img\/2-19-dicembre-1.png-212x300.jpg 212w, https:\/\/www.diaolin.com\/wordpress\/img\/2-19-dicembre-1.png.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 212px) 100vw, 212px\" \/><\/a><a href=\"https:\/\/www.diaolin.com\/wordpress\/img\/\/2-19-dicembre-2.png.jpg\" rel=\"lightbox[5165]\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-5273\" src=\"https:\/\/www.diaolin.com\/wordpress\/img\/\/2-19-dicembre-2.png-212x300.jpg\" alt=\"2 - 19 dicembre-2.png\" width=\"212\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.diaolin.com\/wordpress\/img\/2-19-dicembre-2.png-212x300.jpg 212w, https:\/\/www.diaolin.com\/wordpress\/img\/2-19-dicembre-2.png.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 212px) 100vw, 212px\" \/><\/a><strong>19 dicembre 2014, ore 20:45 &#8211; Molin de Portegnach &#8211; Faver<br \/>\n<\/strong><\/p>\n<p>Un viaggio, quando sento parlare di <strong>Mozart<\/strong> mi viene in mente un viaggio, chiss\u00e0 perch\u00e9?<\/p>\n<p>Forse per i ricordi riguardanti la sua storica fermata in quel di Rovereto per concerti o, forse, per la sua musica che nel suo splendore cristallino ci esorta a non fermarci mai? Non saprei, forse \u00e8 solo una sensazione personale ma tant&#8217;\u00e8: per me la musica di Mozart \u00e8 un viaggio verso il futuro appoggiati ad un confortante presente.<br \/>\nHo scelto il <strong>Requiem<\/strong> per questa serata, non per il suo nome, ma per la tensione emotiva che si porta dietro, dove, paradossalmente, l&#8217;uomo non viene tenuto in considerazione in quanto persona fisica riconoscibile in un corpo ma nella sua veste prettamente spirituale. Questa sensazione la evinco in maniera intensa\u00a0proprio attraverso il <strong>Requiem<\/strong> o, perlomeno, \u00e8 quello che a me sembra di percepire ascoltandolo.<\/p>\n<p>Quando lo sentii per la prima volta ero gi\u00e0 &#8220;avanti&#8221; con l&#8217;et\u00e0 e quindi mi manc\u00f2 la leggerezza di quell&#8217;ascolto &#8220;brullo&#8221; di quando si hanno 15-16 anni dove tutto arriva investendoti senza preavviso e tu, senza paracolpi, ti spiaccichi come in un frontale lasciandoti sprofondare in questa morbida roccia che ti avvolge quasi nutrendosi del tuo respiro. Ecco, non \u00e8 successo cos\u00ec per il <strong>Requiem<\/strong>, ho cominciato ad ascoltarlo partendo casualmente dal <strong>Tuba Mirum<\/strong>, una pagina di straordinaria bellezza che disegna, con la voce iniziale di un basso, un tracciato melodico di delicata e potente raffinatezza.<\/p>\n<p>In questa pagina di musica che ritengo universale ritrovo la necessit\u00e0, per \u00a0l&#8217;uomo, di riuscire a superare le proprie incertezze lasciandosi volare sopra qualsiasi pensiero legato a questo destino che ci fa apparire il futuro un momento breve. Il mio personale pensiero sul <strong>Requiem<\/strong> \u00e8 che sia un generoso inno alla vita con tutte le sue problematiche e la sua bellezza che diventa quasi ossessionante nel <strong>Confutatis<\/strong>, vibrante ed impetuoso.<strong><br \/>\n<\/strong><\/p>\n<p>E poi l&#8217;incanto: il\u00a0<strong>Lacrimosa, <\/strong>Non so descrivere bene il turbinio di sensazioni provate allora ma so che ogni volta che la sento, anche oggi, mi fa interrompere qualsiasi cosa e mi spinge ad entrare in una specie di trance interiore. Camminare ad un soffio dal pavimento appoggiando i piedi su un selciato fatto di nuvole: i\u00a0miei pensieri si trasformano in un unicum con un volo.<\/p>\n<p>Il viaggio nelle nostre paure, ecco, credo che il <strong>Requiem<\/strong> sia proprio questo e per questo diventa immediatamente parte e coscienza di chi lo ascolta.<br \/>\nPersonalmente lo trovo confortante e decisamente chiarificatore del senso della nostra esistenza, con i suoi impeti violenti e le sue delicate carezze che si intersecano nell&#8217;incredibile sequenza di voci che ne disegnano l&#8217;architettura: una vita su un foglio di carta, senza neppure una parola che la descriva e in questa mia definizione tralascio volutamente il testo ecclesiale di stampo cattolico per riportare la musica al suo senso ultimo di leva portante del nostro vivere. \u00a0Senza di essa, il testo da solo, rimane indissolubilmente legato ad una fede mentre con la musica, la si ascoltasse anche da sola, il capolavoro diventa di tutti, sia di chi crede, sia di chi non crede. Con il <strong>Requiem<\/strong>\u00a0io penso che a vincere siamo noi, indipendentemente dall&#8217;epilogo della nostra storia. Non posso trovare altro nel <strong>Requiem<\/strong>, solo la persona, con tutti i suoi difetti e tutte le sue caratteristiche positive: l&#8217;uomo capace di modificarsi e di diventare migliore.<\/p>\n<p><strong>Mozart<\/strong> non ha scritto evidentemente solo il <strong>Requiem,<\/strong> ma ci ha lasciato, nella sua pur breve esistenza, una enciclopedia del vivere disegnata semplicemente su questi sette segni appoggiati a 5 sottilissime linee che potrei descrivere come &#8220;rondini in procinto di partire verso Sud&#8221; per la migrazione autunnale, per continuare a vivere, per continuare a volare.<br \/>\nPer ritornare al caldo, in un posto confortevole che in fondo \u00e8 quello che inseguiamo ogni giorno dimenticandoci di viverlo. Penso che la musica di <strong>Mozart<\/strong> ci ricordi questo: ricordiamoci di vivere, con i nostri sogni, con i nostri amori e superando il dolore senza lasciarci portare via le emozioni: da nessuno, neppure da noi stessi.<\/p>\n<p><strong>Mozart<\/strong> e le sue molteplici sfaccettature come <em>introitus<\/em> ad una specie di funzione laica nella quale le parole assumeranno il colore del suono.<\/p>\n<p>Ecco questa \u00e8 la mia breve lettera\u00a0per questa serata che introdurremo appunto con <strong>Lacrimosa<\/strong> dal <strong>Requiem<\/strong> di <strong>Mozart<\/strong> per poi farci raccontare il viaggio che stanno percorrendo i nostri due amici, questo viaggio che dura da una vita e che continuer\u00e0 ancora per un altra.<\/p>\n<p>Un <strong>&#8220;Vuelvo al Sur&#8221;<\/strong> di un altro tempo, di un altro stampo ma con lo stesso uomo.<\/p>\n<p><strong>Diaolin<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" title=\"Astor Piazzola y Roberto Goyeneche - Vuelvo al Sur\" width=\"525\" height=\"394\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/MDpgHNoWASM?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>19 dicembre 2014, ore 20:45 &#8211; Molin de Portegnach &#8211; Faver Un viaggio, quando sento parlare di Mozart mi viene in mente un viaggio, chiss\u00e0 perch\u00e9? 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