{"id":5170,"date":"2014-10-14T16:22:27","date_gmt":"2014-10-14T15:22:27","guid":{"rendered":"http:\/\/www.diaolin.com\/wordpress\/?page_id=5170"},"modified":"2015-04-17T10:08:07","modified_gmt":"2015-04-17T09:08:07","slug":"7-arturo-benedetti-michelangeli","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.diaolin.com\/wordpress\/?page_id=5170","title":{"rendered":"7. Arturo Benedetti Michelangeli"},"content":{"rendered":"<h2 class=\"sub-title-primary\"><\/h2> <h3>24 aprile 2015<\/h3>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-5457\" src=\"https:\/\/www.diaolin.com\/wordpress\/img\/\/8-24aprile1-212x300.png\" alt=\"8-24aprile\" width=\"212\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.diaolin.com\/wordpress\/img\/8-24aprile1-212x300.png 212w, https:\/\/www.diaolin.com\/wordpress\/img\/8-24aprile1.png 300w\" sizes=\"(max-width: 212px) 100vw, 212px\" \/><\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-5458\" src=\"https:\/\/www.diaolin.com\/wordpress\/img\/\/8-24aprile-11-212x300.png\" alt=\"8-24aprile-1\" width=\"212\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.diaolin.com\/wordpress\/img\/8-24aprile-11-212x300.png 212w, https:\/\/www.diaolin.com\/wordpress\/img\/8-24aprile-11.png 300w\" sizes=\"(max-width: 212px) 100vw, 212px\" \/><\/p>\n<p>Erano anni tosti, allora, molto tosti.<\/p>\n<p>Si parlava di rivoluzione e si prospettava per tutti un idea di libert\u00e0 che a quell&#8217;et\u00e0 facevo fatica a comprendere. Gli insegnanti non aiutavano, sceglievano per te, i genitori non ne parlavano e i compagni di scuola si dividevano in tre fasce: rivoluzione s\u00ec, rivoluzione no e il sempreverde\u00a0 &#8220;ma chissenefrega&#8221;!<\/p>\n<p>Erano anni tosti&#8230; di decisioni altrui, come oggi!<\/p>\n<p>Era, credo, il tre o il quattro\u00a0di ottobre del 1972 quando entrai per la prima volta all&#8217;istituto salesiano Rainerum di Bolzano: una scuola privata. \u00a0I miei mi fecero frequentare la scuola media a Bolzano convinti che le scuole a Segonzano fossero un disastro e, per quello che ricordo io, in quel periodo lo erano davvero: ritardi del pullman che da Sover portava a Segonzano, mancanza di una mensa e vari ammennicoli quali professori in continuo cambio di sede che facevano mal sperare in una ragionevole possibilit\u00e0 di frequentare proficuamente la scuola per un neppure lontano piccolo traguardo.<\/p>\n<p>S\u00ec, voi direte, ma proficuamente \u00e8 una parola da bravi ragazzi.<br \/>\nEbbene posso confermare senza ombra di dubbio o di smentita che, tra i 10 e i 14 anni ero un <strong>&#8220;bravo ragazzo&#8221;!<\/strong><\/p>\n<p>Sorvolando sulle motivazioni che portano a questa affermazione che per molti avr\u00e0 dell&#8217;incredibile, voglio partire da qui per un motivo ben preciso: l&#8217;aula nella quale ho frequentato la prima classe delle medie era di fronte alle aule del Conservatorio Monteverdi di Bolzano!<\/p>\n<p>E quindi?<\/p>\n<p>Quindi, da quelle finestre si sentivano ogni giorno ogni sorta di suoni e vocalizzi: pianoforti, oboe, clarinetti e un corno che, quasi ogni mattina faceva la sua bella mostra disegnando questo suono &#8220;boschivo&#8221; attraverso le finestre socchiuse della scuola ed una voce di ragazza che mi estasiava. L&#8217;insegnante di corno abitava al terzo piano sopra casa dei miei nonni&#8230;<br \/>\nNon ci siamo ancora, vero?<br \/>\nManca il nesso!<br \/>\nMa certo che c&#8217;\u00e8 il nesso anzi c&#8217;\u00e8 solo in nesso e non c&#8217;\u00e8 assolutamente nient&#8217;altro:<br \/>\n<strong>Arturo Benedetti Michelangeli<\/strong> ha passato qui 9 anni, dal 1950 al 1959, in qualit\u00e0 di insegnante di pianoforte. Insegnante direi che nel caso del nostro sia un appellativo molto riduttivo ed opterei per etichettarlo come uno dei pi\u00f9 grandi virtuosi del XX secolo.<br \/>\nCi siamo, vero?<br \/>\n<strong>Arturo Benedetti Michelangeli<\/strong> fu definito dal grande ed ineguagliabile Alfred Cortot &#8220;Il nuovo Liszt&#8221;, al concorso di Ginevra.<\/p>\n<p>Didatta, insegnante, concertista, compositore, armonizzatore corale di delicatezza infinita e rude e tosto uomo di montagna. Studiava tutta la notte fino ad addormentarsi sul pianoforte di una delle sale del Conservatorio e lo trovavano al mattino ancora l\u00ec, che dormiva, sul pianoforte, raccontava il mio insegnante di Armonia Niccolino Gabrielli di Predazzo.<\/p>\n<p>Ecco, se vogliamo dirla tutta non sapevo ancora bene cosa significasse &#8220;concertista&#8221; e non sarei riuscito a distinguere tra uno bravo ed uno meno bravo per\u00f2, nonostante questo, c&#8217;era qualcosa nei suoni che arrivavano da quelle finestre che mi intrigava moltissimo, il suono dell&#8217;organo poi diventava una specie di polo magnetico.<\/p>\n<p>E un bel giorno, meraviglia delle meraviglie, arriv\u00f2 il nuovo insegnante di musica e ci port\u00f2 nella chiesa della scuola e si mise proprio all&#8217;organo cercando di farci capire cosa fosse quello strumento.<\/p>\n<p>Ipnotizzato, ricordo bene, mi sentivo ipnotizzato e cercavo di percepire il pi\u00f9 delicato suono dei flauti cos\u00ec come il suono del pedale a 32piedi che faceva vibrare le panche della chiesa.<\/p>\n<p>E da l\u00ec part\u00ec, anche se ripresi un paio di anni pi\u00f9 tardi, la mia storia con tutto quello che si chiama musica.<\/p>\n<p>Torniamo a Michelangeli e alla mia scelta di questi tre pezzi ai quali aggiunger\u00f2 la meravigliosa &#8220;<strong>La pastora e il lupo<\/strong>&#8220;.<\/p>\n<p>Inizieremo con il secondo tempo del <strong>Concerto in Sol di Ravel<\/strong> e per l&#8217;occasione proietteremo il video nell&#8217;esecuzione di Michelangeli con Celibidache.<\/p>\n<p>Il video dura dieci minuti e non voglio anticipare nulla ma vi chiedo solo di osservare attentamente il Direttore oltre ovviamente ad ascoltare il pezzo che, personalmente, ritengo uno dei capolavori di Maurice Ravel.<\/p>\n<p>Galuppi e la sua Sonata in Do maggiore scelta appunto per la sua apparente semplicit\u00e0 ma eseguita con quel meraviglioso tocco che fa la differenza tra un graffio di penna ed una poesia. In questo pezzo, senza nulla togliere alla maestria di Michelangeli, ho sempre ritrovato il meraviglioso rapporto col suo strumento preferito, tanto studiato e preparato quanto lasciato alla genialit\u00e0 dell&#8217;appoggio del momento. Credo che la possibilit\u00e0 di ascoltare questo pezzo nelle sue pi\u00f9 profonde corde attraverso l&#8217;esecuzione cos\u00ec, oserei affermare, Gouldiana sia un regalo immenso e lo ascolteremo almeno per la parte che riguarda l&#8217;Andante tanto per intrometterci nel racconto dei nostri tre amici.<\/p>\n<p>Debussy e i Childrens Corner li ascolteremo pi\u00f9 tardi per lasciarci portare nel gioco che ci viene prospettato sia nella spettacolare esecuzione che nella stupenda scrittura. Ascolteremo &#8220;Serenade for the Doll&#8221; che ritengo un autentico capolavoro.<\/p>\n<p>I colori di Debussy ben si addicono all&#8217;abbinamento con la formale struttura della Sonata di Galuppi, in entrambi i casi il controllo del suono diventa fondamento per un architettura che sta in piedi non tanto per il suo corpo melodico perfetto ma anche per la genialit\u00e0 dell&#8217;interprete che prende questi segni neri su carta e li trasforma in qualcosa che, alla fine, diventa pura sensazione, estasi ed incanto.<\/p>\n<p>Ecco che la tecnica sia del compositore che dell&#8217;interprete lasciano il passo all&#8217;ascoltatore permettendogli di assaporare nella sua interezza il messaggio che attraversa la carta.<\/p>\n<p>Partiamo da qui per raccontare le vostre storie ed i vostri messaggi.<\/p>\n<p>Ma prima di cominciare vorrei che ascoltaste senza che io commenti &#8220;la pastora e il lupo&#8221; nell&#8217;armonizzazione di Michelangeli. Era un arte alla quale si era dedicato molto e con risultati sorprendenti. Ognuno prenda ci\u00f2 che vuole da questa canzone, ognuno si porti dentro gelosamente quello che sente. Vorrei fosse il canto portante di questa serata.<\/p>\n<p>E, a proposito del &#8220;<strong>bravo ragazzo&#8221;,<\/strong> sono uscito con Ottimo in tutto da quelle scuole medie vicine al Conservatorio ma\u00a0poi il destino si \u00e8 accanito contro di me&#8230;<\/p>\n<p><strong>Diaolin<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>httpv:\/\/www.youtube.com\/watch?v=penNqSSZTIs<br \/>\nhttpv:\/\/www.youtube.com\/watch?v=fHZC9nnrdhI<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>24 aprile 2015 &nbsp; Erano anni tosti, allora, molto tosti. Si parlava di rivoluzione e si prospettava per tutti un idea di libert\u00e0 che a quell&#8217;et\u00e0 facevo fatica a comprendere. 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