{"id":5174,"date":"2014-10-14T10:23:35","date_gmt":"2014-10-14T09:23:35","guid":{"rendered":"http:\/\/www.diaolin.com\/wordpress\/?page_id=5174"},"modified":"2015-04-22T13:47:59","modified_gmt":"2015-04-22T12:47:59","slug":"6-elisabeth-schwarzkopf","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.diaolin.com\/wordpress\/?page_id=5174","title":{"rendered":"5. Elisabeth Schwarzkopf"},"content":{"rendered":"<h2 class=\"sub-title-primary\"><\/h2> <p><strong><a><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-5254\" src=\"https:\/\/www.diaolin.com\/wordpress\/img\/\/6-13-marzo-1.png-212x300.jpg\" alt=\"6 - 13 marzo-1.png\" width=\"212\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.diaolin.com\/wordpress\/img\/6-13-marzo-1.png-212x300.jpg 212w, https:\/\/www.diaolin.com\/wordpress\/img\/6-13-marzo-1.png.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 212px) 100vw, 212px\" \/><\/a><a><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-5277\" src=\"https:\/\/www.diaolin.com\/wordpress\/img\/\/6-13-marzo-2.png-212x300.jpg\" alt=\"6 - 13 marzo-2.png\" width=\"212\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.diaolin.com\/wordpress\/img\/6-13-marzo-2.png-212x300.jpg 212w, https:\/\/www.diaolin.com\/wordpress\/img\/6-13-marzo-2.png.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 212px) 100vw, 212px\" \/><\/a>13 marzo 2015<\/strong><\/p>\n<h2><em>Kennst du das Land wo die Zitronen bl\u00fchn?<\/em><\/h2>\n<p>Eccola qui la mia <strong>Schwarzkopf<\/strong>, questo \u00e8 stato l&#8217;incipit che mi ha portato a conoscerla: un Lied molto conosciuto e riproposto da diversi compositori molto noti ma questa versione \u00e8 quella musicata da Hugo Wolf, probabilmente uno sconosciuto ai pi\u00f9 ma un profondo interprete di questo meraviglioso testo che trova appunto il suo apice nell&#8217;essere cantato. Questa poesia di Goethe disegna un Italia che molti di noi in parte conoscono ma che a Goethe si era palesata solo nel primo viaggio. Credo che la <strong>Schwarzkopf<\/strong> abbia la forza giusta per raccontare questa visione che a volte \u00e8 paradisiaca ed allo stesso tempo infernale con i suoi draghi nascosti tra le rocce ed i suoi rivi che cantano nelle valli antiche. Mi piace pensare a questa voce femminile ed associarla alla forza degli uomini di montagna di una volta, specialmente in questo meraviglioso canto. L&#8217;invito fatto stasera non \u00e8 casuale e le due persone che trovate qui oggi credo siano il giusto punto d&#8217;arrivo dopo questa breve lettera. Ho scelto la <strong>Schwarzkopf<\/strong>\u00a0 perch\u00e9 credo sia la pi\u00f9 grande interprete di Lieder del secolo scorso e la sua voce \u00e8 il colore di un periodo musicale che \u00e8 stato via via abbandonato o sottostimato a favore di ben pi\u00f9 blasonate opere. Non voglio dimenticare i nostri musicisti che hanno fatto dell&#8217;opera una grande espressione teatrale come i nostri Verdi, Rossini, Puccini e quanti ve ne passano per la mente ma voglio tirare fuori dal cassetto, solo per un attimo, la poesia di una voce solista che ritengo unica.<br \/>\nTornando al Viaggio in Italia di Goethe mi premeva farvelo sentire per comprendere come attraverso il suono della voce cambi pure il colore delle parole, sembra quasi di camminarla in lungo e in largo questa nostra &#8220;malmenata&#8221; Italia:<\/p>\n<table style=\"height: 482px; border-color: #000000;\" border=\"2\" width=\"685\" cellspacing=\"2\" cellpadding=\"2\">\n<caption>Kennst du das Land, wo die Zitronen bl\u00fchn?<\/caption>\n<tbody>\n<tr>\n<td>Kennst du das Land, wo die Zitronen bl\u00fchn,<br \/>\nIm dunkeln Laub die Gold-Orangen gl\u00fchn,<br \/>\nEin sanfter Wind vom blauen Himmel weht,<br \/>\nDie Myrte still und hoch der Lorbeer steht?<br \/>\nKennst du es wohl?<br \/>\nDahin! dahin<br \/>\nM\u00f6cht ich mit dir, o mein Geliebter, ziehn.Kennst du das Haus? Auf S\u00e4ulen ruht sein Dach.<br \/>\nEs gl\u00e4nzt der Saal, es schimmert das Gemach,<br \/>\nUnd Marmorbilder stehn und sehn mich an:<br \/>\nWas hat man dir, du armes Kind, getan?<br \/>\nKennst du es wohl?<br \/>\nDahin! dahin<br \/>\nM\u00f6cht ich mit dir, o mein Besch\u00fctzer, ziehn.Kennst du den Berg und seinen Wolkensteg?<br \/>\nDas Maultier sucht im Nebel seinen Weg;<br \/>\nIn H\u00f6hlen wohnt der Drachen alte Brut;<br \/>\nEs st\u00fcrzt der Fels und \u00fcber ihn die Flut!<br \/>\nKennst du ihn wohl?<br \/>\nDahin! dahin<br \/>\nGeht unser Weg! O Vater, la\u00df uns ziehn!<\/p>\n<h4>JOHANN WOLFGANG VON GOETHE<\/h4>\n<\/td>\n<td>Conosci tu la terra dove fioriscono i limoni,<br \/>\ngli aranci dorati rilucono fra le foglie scure,<br \/>\nuna mite brezza spira dal cielo azzurro,<br \/>\nil mirto immoto resta e alto si erge l\u2019alloro,<br \/>\nLa conosci tu, forse ?<br \/>\nLaggi\u00f9, laggi\u00f9<br \/>\nCon te, amore mio, io vorrei andare.Conosci tu la casa ? Il tetto riposa su alte colonne,<br \/>\nrisplende la sala, la stanza riluce,<br \/>\ne si ergono statue di marmo che mi guardano:<br \/>\nChe cosa ti hanno fatto, povera bambina ?<br \/>\nLa conosci tu forse ?<br \/>\nLaggi\u00f9, laggi\u00f9<br \/>\nCon te, mio difensore, io vorrei andare.Conosci tu la montagna e il suo sentiero fra le nuvole?<br \/>\nIl mulo cerca il suo cammino nella nebbia;<br \/>\nNelle grotte vive la stirpe antica dei draghi;<br \/>\nSi sgretola la rupe e su di essa si chiudono i flutti,<br \/>\nLa conosci tu, forse ?<br \/>\nLaggi\u00f9, laggi\u00f9<br \/>\nE\u2019 il nostro cammino; andiamo, padre mio!<\/p>\n<h4>JOHANN WOLFGANG VON GOETHE<\/h4>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>La terra dove fioriscono i limoni!<\/p>\n<p>Sembra quasi di sentirne il profumo. Normalmente, quando si parla di fioritura, non si pensa alle piante e invece qui, Goethe riesce a disegnare persino il profumo con cinque parole che lasciano all&#8217;immaginazione tutto il senso di un posto incredibile. Praticamente troviamo la bellezza assoluta in una semplice frase.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>E per non lasciarci prendere dallo sconforto di non riuscire a sentire spesso queste delicate percezioni sensoriali vi far\u00f2 ascoltare, a met\u00e0 serata, una piccola parte da &#8220;<a>Die tote Stadt<\/a>&#8220;, La citt\u00e0 morta, di Korngold, tratto dal romanzo \u00abBruges la morte\u00bb di Georges Rodenbach nell&#8217;interpretazione della nostra amica.<\/p>\n<p>Lo ho scelto non tanto per il testo che risulta forte ed intenso nel suo\u00a0 passare dal sogno alla realt\u00e0 senza soluzione di continuit\u00e0 ma per questo momento: il momento in cui Marietta, la protagonista, canta questa invocazione al Paul per convincerlo che il suo amore arriver\u00e0 aldil\u00e0 di ogni confine terreno. La bellezza di ascoltarla solo dalla voce di Marietta, in questo caso la <strong>Schwarzkopf,<\/strong> ne trasforma il senso e la fa diventare solo una storia d&#8217;amore. Nell&#8217;opera questa parte viene cantata in duo da Marietta e da Paul e finisce con lei che dice beffarda, senza cantare:<\/p>\n<p>Das dumme Lied,<br \/>\nEs hat Sie ganz verzaubert.<\/p>\n<p><em>Stupida canzone,<\/em><br \/>\n<em>Vi ha completamente stregato.<\/em><\/p>\n<p>Quante volte un testo interrotto al momento giusto fa pensare a qualcosa di diverso se si aggiungono poche parole?<br \/>\nIn ogni caso trovo la <strong>Schwarzkopf<\/strong> meravigliosa e ve la voglio far sentire nonostante la lingua e nonostante il fatto che, probabilmente ben pochi comprenderanno il testo in tedesco del quale allego la traduzione:<\/p>\n<table style=\"border-color: #000000; height: 517px;\" border=\"1\" width=\"599\" cellspacing=\"2\" cellpadding=\"2\">\n<caption>Korngold: Die tote Stadt: Quadro primo<\/caption>\n<tbody>\n<tr>\n<td>Gluck, das mir verblieb,<br \/>\nR\u00fcck zu mir, mein treues Lieb.<br \/>\nAbend sinkt im Haag,<br \/>\nBist mir Licht und Tag.<br \/>\nBange pochet Herz an Herz.<br \/>\nHoffnung schwingt sich himmelw\u00e4rts.<br \/>\nWie wahr, ein traurig Lied.<br \/>\nDas Lied vom treuen Lieb,<br \/>\nDas sterben mu\u00df.<br \/>\nWas haben Sie?<br \/>\nIch kenne das Lied.<br \/>\nIch h\u00f6rt es oft in jungen,<br \/>\nIn Sch\u00f6neren Tagen&#8230;<br \/>\nEs hat noch eine Strophe,<br \/>\nWei\u00df ich sie noch?Naht auch Sorge tr\u00fcb,<br \/>\nR\u00fcck zu mir, mein treues Lieb.<br \/>\nNeig dein bla\u00df Gesicht,<br \/>\nSterben trennt uns nicht.<br \/>\nMu\u00dft du einmal von mir gehn,<br \/>\nGlaub, es gibt ein Auferstehn.<\/td>\n<td>Felicit\u00e0 che mi sei rimasta,<br \/>\nvieni a me, mio fedele amore.<br \/>\nLa sera scende su La Haye,<br \/>\ntu sei la mia luce e il mio giorno.<br \/>\nI nostri cuori battono ansiosi.<br \/>\nLa speranza li porta fino al cielo.<br \/>\nCome \u00e8 vera, una triste canzone.<br \/>\nLa canzone dell\u2019amore fedele<br \/>\nChe deve morire.<br \/>\nChe cosa avete?<br \/>\nQuesta canzone io la conosco,<br \/>\nL\u2019ho sentita spesso da giovane<br \/>\nIin giorni pi\u00f9 felici.<br \/>\nC\u2019\u00e8 ancora una strofa,<br \/>\nLa sapr\u00f2 ancora?Se ancora l\u2019ansia mi offusca,<br \/>\nvieni a me, fedele amore.<br \/>\nInclina la tua pallida faccia,<br \/>\nla morte non ci separer\u00e0.<br \/>\nSe tu dovessi un giorno andartene,<br \/>\nCredi, ci sar\u00e0 la resurrezione.<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>La fine la scriveremo noi, stasera, solo a parole, quelle dei nostri due amici che ci racconteranno la loro storia.<\/p>\n<p>Stavolta finir\u00f2 questa breve anticipazione con una mia poesia che credo si addica alla serata:<\/p>\n<p><strong>\u2018l sa\u00f3r del v\u00e8nt<\/strong><\/p>\n<p>l\u2019\u00e0s mai sent\u00f9 \u2018l sa\u00f3r del v\u00e8nt de ist\u00e0<br \/>\nqo\u00e0nche \u2018l te v\u00ecs\u2019cia i l\u00e0ori screpol\u00e0di<br \/>\ne \u2018l lassa dent \u2018mprend\u00f9, \u2018n la boca s\u00f9ta,<br \/>\nprofumi de fior\u00f9m che \u00e8 giust sesl\u00e0?<\/p>\n<p>g\u2019\u00e0s mai dat \u00f2dia al fis\u2019cio berech\u00ecn<br \/>\nche \u2018l porta \u2018n g\u00e0ida ci\u00f2che che sdind\u00f2na<br \/>\npar gat\u00e0r dent, careze al c\u00f6r de mama,<br \/>\nsgninfe\u00a0 \u2018nzispade de \u2018n put\u00e0t rabio\u0161?<\/p>\n<p>l\u2019\u00e0s mai sent\u00f9 \u2018l sa\u00f3r del v\u00e8nt smanios<br \/>\na svoltol\u00e0r le n\u00f9gole pu negre<br \/>\npav\u00e8la su la p\u00e8l che par che pi\u00e0ng\u00efa<br \/>\ne i \u00f2ssi che f\u00e0 s\u2019ci\u00f2chi \u2018l p\u00e0r bol\u00ecfe?<\/p>\n<p>l\u2019\u00e0s mai sent\u00f9 \u2018l sa\u00f3r del v\u00e8nt de aot\u00f9n<br \/>\ncol mosto ancor sul b\u00f3i, cast\u00e8gne sule brase,<br \/>\nsu l\u2019us de c\u00e0 co i v\u00e8ci a cont\u00e0r storie<br \/>\ne \u2018n cagn reb\u00f9f che sb\u00e0ia a chiche passa?<\/p>\n<p>ma ti, l\u2019\u00e0s mai scolt\u00e0 \u2018l rem\u00f3r del v\u00e8nt<br \/>\na c\u00f3rer via \u2018n tr\u00e0 \u2018l p\u00f2rtec\u2019, gi\u00f3 \u2018n le fr\u00e0one<br \/>\nqoel z\u00ecfol che te dis che \u00e8s ancor v\u00eco<br \/>\ne \u2018l tase c\u00e8t a \u2018l cant de le cigaie?<\/p>\n<p>ma ti, l\u2019\u00e0\u0161 mai sent\u00f9 \u2018l sa\u00f3r del v\u00e8nt<br \/>\ntastando pian en fior pogi\u00e0 a la lengua?<br \/>\nlasando che i pensieri i se smam\u00ec\u0161ia<br \/>\ne qoel profumo f\u00f2rt te f\u00e9s sgol\u00e0r<\/p>\n<p>ma ti, l\u2019\u00e0s mai sagi\u00e0 \u2018l sa\u00f3r del v\u00e8nt?<\/p>\n<p>Ora tocca ai nostri amici: <strong>Chiara Brun e Antonio Castagna <\/strong><\/p>\n<p><strong>Diaolin<\/strong><br \/>\n<strong>Elisabeth Schwarzkopf:<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=C8NtQtw6iHk<\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" title=\"Elisabeth Schwarzkopf - Die Tote Stadt - Gluck, Das Mir Verblieb - Korngold\" width=\"525\" height=\"394\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/dfNqD3Ahtp4?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; 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