{"id":8064,"date":"2025-03-27T10:52:09","date_gmt":"2025-03-27T09:52:09","guid":{"rendered":"https:\/\/www.diaolin.com\/wordpress\/?p=8064"},"modified":"2025-05-31T10:55:13","modified_gmt":"2025-05-31T09:55:13","slug":"prefazione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.diaolin.com\/wordpress\/?p=8064","title":{"rendered":"Prefazione"},"content":{"rendered":"<h2 class=\"sub-title-primary\"><\/h2> <p align=\"justify\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Helvetica Neue, serif;\"><span style=\"font-size: small;\"><span lang=\"it-IT\"><b>Un\u2019alba dopo la notte?<\/b><\/span><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Helvetica Neue, serif;\"><span style=\"font-size: small;\"><span lang=\"it-IT\">La pi\u00f9 grande obiezione al Dio delle religioni del Libro \u00e8 la sofferenza dei bambini. Lo ha sottolineato con rigore poetico Dostoevskij nel suo ultimo romanzo, I fratelli Karamazov, mettendo a confronto le opposte vocazioni spirituali: il pensatore razionale e il mistico. Dal canto suo la teologia ha nascosto per secoli l\u2019obiezione sotto il cappello della libert\u00e0 umana e infine sotto l\u2019immagine del Dio \u201cpaziente\u201d, sofferente con la vittima, di fronte alle aberrazioni dell\u2019olocausto. <\/span><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Helvetica Neue, serif;\"><span style=\"font-size: small;\"><span lang=\"it-IT\">Giuliano Natali, Diaolin, uomo che vive con partecipazione e inquietudine il tempo presente, ha il dono della parola poetica: annuncia nella presente raccolta una \u201cparola orrenda\u201d, non addomesticata, specchio del dramma interiore. Poesia e inquietudine si fanno sinonimi, e trovano voce nella lingua pi\u00f9 prossima, quel dialetto continuamente riattivato fino a caricarlo di molti registri espressivi. <\/span><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Helvetica Neue, serif;\"><span style=\"font-size: small;\"><span lang=\"it-IT\">Intonazioni personali della vita e della ricerca dell\u2019autore sono, non meno dello sguardo sul vero, la dolcezza e il calore, messe in apertura del volume in forma di canzone, omaggio a un amico scomparso, sodale di momenti in musica, altra passione irrinunciabile. Come indica il titolo della raccolta, la forma architettonica mutuata dalla musica si intreccia alla tensione espressiva, la versificazione accoglie le avventure del lessico, la forma poetica \u00e8 forzata dalle increspature del contenuto esistenziale. Se il dialetto si afferma come lingua poetica fondante, l\u2019italiano riformula i contenuti in immagini non di rado modulate in prospettive originali. <\/span><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Helvetica Neue, serif;\"><span style=\"font-size: small;\"><span lang=\"it-IT\"><b>Ritmi e architettura<\/b><\/span><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Helvetica Neue, serif;\"><span style=\"font-size: small;\"><span lang=\"it-IT\">Toccata, Adagio, Fuga: forme musicali in rapporto reciproco a disegnare una sequenza formale ma anche una articolazione di registri, emotivi e intellettuali. Alla vivezza quasi estemporanea della Toccata si oppone la rigorosa costruzione polifonica della Fuga, e in mezzo cade il momento lirico, cantabile dell\u2019Adagio. Il tutto va pensato, sull\u2019esempio di Bach, come pensiero musicale contrappuntistico, ovvero come dialogo serrato tra pi\u00f9 voci. Diaolin parla a questo proposito di \u201cgioco di voci, a volte feroce\u201d della Toccata, fatta per eludere le aspettative di \u201csequenza logica\u201d. Orizzonte, quest\u2019ultimo, che nella Fuga trova invece inveramento perfino \u201csospetto\u201d, in quanto rifugio rassicurante per l\u2019uomo ferito. Nel movimento intermedio, l\u2019Adagio, si attua l\u2019!invito \u201ca rallentare, ad aprire gli occhi serenamente e gentilmente\u201d. Ecco altri due tratti della personalit\u00e0 dell\u2019autore.<\/span><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Helvetica Neue, serif;\"><span style=\"font-size: small;\"><span lang=\"it-IT\">Nove componimenti si susseguono in Toccata, altrettanti in Fuga, mentre Adagio ne contiene cinque, in una architettura speculare equilibrata. Termini strettamente musicali, assunti dalla sintassi della polifonia, titolano i singoli testi: Tema, Imitazione, Canone, Contrappunto, Divertimento, accanto a Esposizione, Stretti, Chiusa, Finale. Nella parte lirica i titoli sono invece allusivi al clima emotivo: Calmo tiepido, Lento con cura. Crocifissione e Requiem rimandano all\u2019ambito semantico e su questo il discorso verter\u00e0 necessariamente a breve.<\/span><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Helvetica Neue, serif;\"><span style=\"font-size: small;\"><span lang=\"it-IT\">Di grande variet\u00e0, e con notevole controllo dei mezzi, si afferma il repertorio metrico nella stesura dialettale, tra tipologie di versificazione e organizzazione in stanze: senza ricorrere alla rima, compaiono i pi\u00f9 classici endecasillabi e settenari, con creative trasgressioni che denotano la coscienza moderna, e accanto a questi il doppio settenario della tradizione francese e italiana, il doppio senario, il novenario. Cos\u00ec in Toccata. In Adagio invece trova cittadinanza dominante il ritmo di cantabilit\u00e0 popolaresca dell\u2019ottonario, accanto a liberi versi brevi o a lunghi dodecasillabi. Infine in Fuga si ritrovano un po\u2019 tutti i metri citati ma, mentre in precedenza l\u2019organizzazione dei versi in stanze era costante &#8211; quartine, sestine, ottave, con pochi esempi di conduzione libera &#8211; nella terza sezione prevalgono i testi indivisi, in un\u2019unica soluzione che pu\u00f2 raggiungere i 30 versi.<\/span><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Helvetica Neue, serif;\"><span style=\"font-size: small;\"><span lang=\"it-IT\"><b>Materia ed espressione<\/b><\/span><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Helvetica Neue, serif;\"><span style=\"font-size: small;\"><span lang=\"it-IT\">Pur consapevoli della inseparabilit\u00e0 di momento espressivo e momento della formalizzazione, Toccata Adagio e Fuga richiedono una doppia attenzione, Quale percorso intimo, esistenziale, nutre i contenuti espressi dai testi e genera il linguaggio che li rende sensibilmente apprezzabili e coinvolgenti? Il poeta ci parla fin dai versi di apertura di strada ripida dentro i propri sogni, di caduta della speranza, di sole stanco, di residuo calore negli anni della maturit\u00e0. <\/span><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Helvetica Neue, serif;\"><span style=\"font-size: small;\"><span lang=\"it-IT\">Un tema che riemerge in Imitazione, dove i crucci insistono dal di dentro, quindi in Improvviso, nel sangue delle giovanissime vittime. In alternanza si collocano per\u00f2 testi carichi di bellezza ricordata, sognata, sperata: il profumo della casa dell\u2019infanzia, il dolce valzer che lenisce il dolore, l\u2019ondeggiare del larice, il fluire del torrente e il volo di un falchetto, le stelle, l\u2019apparire di un cucciolo di capriolo. La guerra incombe su tutto, si annuncia come forma della pi\u00f9 cruda necessit\u00e0, annunciando il tramonto di quello sguardo sereno e gentile che l\u2019uomo Giuliano Natali coltiva. Solo di guerra \u00e8 fatta la guerra, dice gi\u00e0 il secondo testo, ed \u00e8 guerra mossa dal denaro. <\/span><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Helvetica Neue, serif;\"><span style=\"font-size: small;\"><span lang=\"it-IT\">In Adagio l\u2019ultima lirica &#8211; Requiem finale &#8211; \u00e8 compianto sulla cecit\u00e0 della storia, che si ripete con crudelt\u00e0. Ma nei movimenti precedenti la sezione centrale apre a scene bivalenti, sospese tra abbandono lirico e immagini sinistre, che riportano in forti simboli al dramma: la croce del povero cristo, la mosca prigioniera, il dio \u201cpigro e assente\u201d, la pelle delle anime vinte. <\/span><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Helvetica Neue, serif;\"><span style=\"font-size: small;\"><span lang=\"it-IT\">Fuga si anima della meraviglia dell\u2019acqua, il cui profumo appare salvifico al pari del cinguettio del ciuffolotto: sono \u201ccarezze d\u2019amore\u201d cui la poesia di Giuliano Natali \u00e8 sensibile, barlumi vivificanti la \u201cnotte di angoscia\u201d e le \u201ccrude speranze\u201d. Potr\u00e0 essere testimonianza di umanit\u00e0 perfino un \u201cgrido ai bordi di un fosso\u201d, di fronte allo svanire del profumo dell\u2019acqua. Ora la valigia dei sogni di ragazzo non ha pi\u00f9 credito, se scorrono le immagini spietate della guerra e \u201cun odore di cenere profuma di niente\u201d. Al gioco infantile succede l\u2019immagine dura del bambino mutilato, in una inesorabile discesa nella \u201cnotte buia\u201d. <\/span><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Helvetica Neue, serif;\"><span style=\"font-size: small;\"><span lang=\"it-IT\">Non tace per\u00f2 il canto del torrente, quell\u2019Avisio che scava in profondit\u00e0 la valle, cos\u00ec che i quattro testi conclusivi appaiono gi\u00e0 nei titoli quattro possibili prospettive, sguardi mai definitivi. Chiusa lenta, Finale breve, Finale d\u2019amore, Stretta, ciascuno prefigura un orizzonte: il dramma quotidiano cui nessuno pi\u00f9 presta ascolto, la civetta che intona il Requiem sullo sfacelo dell\u2019umanit\u00e0, il brusio dell\u2019acqua che si fa intonazione poetica forte come \u201cun urlo forse d\u2019amore\u201d, la madre che piange il figlio caduto mentre la storia si ripete come la vita di un formicaio.<\/span><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Helvetica Neue, serif;\"><span style=\"font-size: small;\"><span lang=\"it-IT\">Nel poema ogni vibrazione passa attraverso il valore espressivo del dialetto, mezzo duttile nella mente e nella penna dell\u2019autore, corpo della sua anima creativa: ma non per questo le versioni in lingua italiana si limitano allo status di sola traduzione, si pongono piuttosto come creazioni dotate di autonomia linguistica e formale, libere dagli schemi metrici maggiormente riconoscibili nella veste dialettale. Se la notte \u00e8 il tempo simbolico in cui la capacit\u00e0 di bene sente il peso schiacciante di una storia violenta e distruttiva, anche la poesia si ritrova \u201csenza speranza\u201d? In questo \u201csenza\u201d sta il dato doloroso del testo, ma non \u00e8 parola definitiva: nella vita della parola che nasce ogni volta si riattiva ogni volta la polarit\u00e0 tra abbandono alla meraviglia del mondo vivente, in cui \u201csentirsi parte\u201d, e la pulsione autodistruttiva dell\u2019umanit\u00e0, corrotta dall\u2019avere.<\/span><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><em><strong><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Helvetica Neue, serif;\"><span style=\"font-size: small;\"><span lang=\"it-IT\">Giuseppe Calliari<\/span><\/span><\/span><\/span><\/strong><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un\u2019alba dopo la notte? La pi\u00f9 grande obiezione al Dio delle religioni del Libro \u00e8 la sofferenza dei bambini. 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