{"id":8176,"date":"2026-01-18T10:38:41","date_gmt":"2026-01-18T09:38:41","guid":{"rendered":"https:\/\/www.diaolin.com\/wordpress\/?p=8176"},"modified":"2026-01-18T10:38:41","modified_gmt":"2026-01-18T09:38:41","slug":"dicono-del-libro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.diaolin.com\/wordpress\/?p=8176","title":{"rendered":"Dicono del libro&#8230;"},"content":{"rendered":"<h2 class=\"sub-title-primary\"><\/h2> <p>Caro Giuliano,<\/p>\n<p>finalmente, passata la buriana delle influenze con conseguenze relative, ho avuto il tempo e lo stato d\u2019animo adatti a leggere il tuo libro che ci hai voluto donare all\u2019incontro natalizio del nostro Cenacolo: veramente un graditissimo regalo!<\/p>\n<p>Lo ho trovato molto originale, sorprendente, graffiante, commovente e incisivo -il termine bello sarebbe troppo generico- solo tu potevi accostare poesia e musica sulla traccia indicata da J.S. Bach. Questo perch\u00e9 tu stesso sei un connubio tra queste due arti meravigliose: basta ascoltarti mentre reciti o suoni.<\/p>\n<p>Io, pur essendo piuttosto ignorante al riguardo, amo molto la musica e, per quanto possa valere il mio giudizio, ti assicuro che sei riuscito con i tuoi testi a seguire tempi, ritmi e atmosfere suggeriti da quelli del grande compositore (Mi sono riascoltata il tutto!). Al riguardo basterebbe anche solo porre attenzione ai titoli molto significativi delle singole liriche, adeguati alla divisione delle stesse nei tre \u201cmovimenti\u201d.<\/p>\n<p>Potrei scrivere ancora altre riflessioni che ho fatto leggendo le tue poesie, ma credo sarebbero poca cosa, dopo aver letto le intense prefazioni di Beppe Calliari, Marina Todesco o ci\u00f2 che tu stesso hai spiegato.<\/p>\n<p>Aggiungo solo il mio grazie sincero per averci regalato questo tuo \u201cToccata, adagio e fuga\u2026\u201d che terr\u00f2 come uno dei pi\u00f9 preziosi tra tutti i miei libri di Poesia.<\/p>\n<p>Ciao e sempre buona vita tra note e versi!<\/p>\n<p><strong>Luisa Gretter Adamoli<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ciao Giuliano<\/p>\n<div dir=\"auto\"><\/div>\n<div dir=\"auto\">Non ti chiedo scusa per il mio silenzio. Sarebbe stato semplice scorrere il tuo libro, leggerlo in fretta e poi scriverti.<\/div>\n<div dir=\"auto\">No. Difendo il mio\u00a0 silenzio perch\u00e9\u00a0 \u00e8 diventato\u00a0 lo spazio dove le tue poesie si sono scavate una propria alcova, rifiutando l&#8217;oblio, incuranti del tempo.<\/div>\n<div dir=\"auto\">Il silenzio ha urlato, pianto, sofferto\u00a0 laddove la riflessione ed il dolore dei tuoi pensieri sono riusciti a scarnificare, a rendere palpabile immagini e sensazioni,\u00a0 rabbia e sconforto.<\/div>\n<div dir=\"auto\">Un viaggio, il tuo, composto sul pentagramma\u00a0 di\u00a0 una musica irrequieta, che tocca, racconta, cerca la fuga.<\/div>\n<div dir=\"auto\">In questi tre movimenti c&#8217;\u00e8 il Giuliano bambino,\u00a0 immerso in una dimensione di acqua e rami rossi di larice, nell&#8217;incanto di una natura che ha messo radici dentro l&#8217;uomo adulto\u00a0 assieme ad una lingua amata che canta il passato, ma non si ferma e come in torrente si muove, accettando la fuga,\u00a0 \u00a0lo schiaffo\u00a0 dei pensieri , mentre scava e si interroga, incapace di capire perch\u00e9 stia\u00a0 succedendo tutto questo.<\/div>\n<div dir=\"auto\">E la guerra diventa un singulto interiore,\u00a0 una relazione con quella parte di te ( di noi)\u00a0 che deve fare i conti con &#8220;una valigia non del tutto ancora riempita con gli stracci di una vita, quella vera. &#8221;\u00a0 Ci sar\u00e0\u00a0 un finale? Tutto rimane in sospeso nelle pagine di un libro che rifugge dalla retorica di risposte scontate e sta in ascolto del pianto dei bimbi, lo sfregio alla loro innocenza. Libro dolorosamente bello che mi ha coinvolto perch\u00e9\u00a0 palpita di verit\u00e0 tradotta in poesia, quella che arriva e non ti lascia. Ottima anche la riflessione iniziale\u00a0 di Giuseppe Calliari,\u00a0 persona che stimo molto, capace di entrare nel profondo, regalandoci elementi preziosi di analisi.<\/div>\n<div dir=\"auto\"><\/div>\n<div dir=\"auto\">Grazie Giuliano.<\/div>\n<div dir=\"auto\"><\/div>\n<div dir=\"auto\"><strong>Antonia Dalpiaz<\/strong><\/div>\n<div dir=\"auto\"><\/div>\n<div dir=\"auto\">\n<p><b>Toccata, adagio e fuga&#8230; <\/b><\/p>\n<p>sulle orme di un uomo irrequieto<\/p>\n<p>Giuliano Natali che ama farsi chiamare Diaolin e con questo pseudonimo firma anche le sue preziose e numerose raccolte di poesie, in questo suo ultimo libro, gi\u00e0 dalla dedica, denuncia lo spessore del proprio messaggio poetico risultante chiaramente rivolto a un \u201cnon luogo\u201d, o meglio a quella interiorit\u00e0 segreta che risulta la sua ricchezza e allo stesso tempo la sua sfida.<\/p>\n<p>Diaolin \u00e8 un poeta a tutto tondo, dotato di una chiara sensibilit\u00e0, capace con forza e nobilt\u00e0 di intenti di trasmettere il proprio sentire in messaggio con valenza universale.<\/p>\n<p>Nei suoi versi dichiara altres\u00ec l\u2019intento di andare ben oltre, estendendo la vastit\u00e0 del proprio sentire a un cammino di rinascita per la valle di Cembra e la sua variegata popolazione. Un atto d\u2019amore dunque verso la sua gente, come traspare anche da precedenti raccolte, scritte nella lingua dei padri, in ricerca meticolosa di fermarne i lemmi a volte anche arcaici e comunque disposti in modo da creare una musicalit\u00e0 particolare. Altra caratteristica che pu\u00f2 facilitare la lettura \u00e8 la scelta di non adottare per i testi la traduzione letterale in italiano bens\u00ec quella interpretativa che diviene quasi un\u2019altra poesia, necessaria direi, per far capire la propria parlata di Sover derivata dal dialetto in uso ancora da circa la met\u00e0 dell\u2019ottocento nella citt\u00e0 di Trento. Parlata che ora nella citt\u00e0 si \u00e8 modificata risultando nel tempo pi\u00f9 comprensibile ai pi\u00f9, perdendo inesorabilmente parecchi vocaboli che l\u2019arricchivano, legati a un mondo contadino e artigiano che non esiste pi\u00f9.<\/p>\n<p>Giuliano \u00e8 un poeta che respira la poesia in ogni suo fremito, sia esso legato all\u2019umanit\u00e0 in tutte le sue fragilit\u00e0 e cadute, a ogni pazzia che insegna la storia ripetuta in varianti sempre pi\u00f9 deliranti in guerre di ragioni e religioni, divise, confini e ambientazioni diversi, finalit\u00e0 comunque di potere e disprezzo assoluto della vita umana, noncuranza verso la ribellione della natura con i suoi segnali chiari di avvertimento e ammonimento.<\/p>\n<p>\u0400 allora che i versi di Diaolin si rincorrono lapidari nell\u2019assunto e allo stesso tempo musicali in quasi singhiozzo di una musica che in questo suo ultimo lavoro s\u2019immerge totalmente nella grandezza e bellezza di J. S. Bach in Toccata, Adagio e Fuga in Do maggiore, capaci di scuotere nel profondo l\u2019animo del lettore, in un\u2019alternanza che ha proprio il fascino delle parole in rincorsa coinvolgente, pregna di significanze, ammonimenti, pause, rallentamenti e rincorse:<\/p>\n<p><i>L\u00e0sseme nar su par la val, sol\u00e0gn, \/ \u2019mprend\u00f9 de ent a i \u2019ns\u00f2gni m\u00e8i \/ senza vardar se i canta o se i scant\u00ecna \/ lassa che vaga, dr\u00e9 a la m\u00e8 strada, \u00e9rta&#8230;<\/i><\/p>\n<p>Questo \u00e8 l\u2019incipit della poesia dal titolo:Tema, quasi poesia manifesto di un modo di concepire poesia dove si evince l\u2019abilit\u00e0 del poeta nel denudarsi l\u2019anima senza pudore, trasformando le parole in abito scelto con cura, quasi ornamento, svelando ed esternando il proprio dettato poetico al di l\u00e0 di ogni confine.<\/p>\n<p>Nella sua puntuale e splendida prefazione Giuseppe Calliari ha esteso la propria cultura musicale e poetica in una presentazione della poesia del nostro talmente completa da lasciare a chi scrive ben poco da poter dire, se non la propria condivisione d\u2019interpretazione e pensiero.<\/p>\n<p>Toccata, adagio e fuga&#8230; ti prende in ogni composizione, ti entusiasma e ti commuove imponendosi con il suo messaggio senza fronzoli inutili, nell\u2019urlo, mi viene da chiamarlo cos\u00ec, quasi di disperazione, nell\u2019impotenza di fronte agli orrori specialmente verso i bambini, quando la guerra che \u00e8 fatta solo di guerra, dice il poeta, risulta talmente stolta da lasciare il mondo annichilito.<\/p>\n<p>Prepotente il desiderio di citare altri testi, meriterebbero tutti una citazione.<\/p>\n<p>Proseguendo nella lettura poetica legata sapientemente ai movimenti musicali di Bach, si viene proiettati verso la fuga dalla realt\u00e0 in un pentagramma di parole mai usate a caso o superflue. Concatenata alla denuncia, sbircia qualche speranza, si scopre la bellezza di una valle che in poesia si estende alla visione di un mondo migliore, di un cammino possibile, di un\u2019invenzione di scorciatoie dove si possono ancora udire le grida lamento di una natura costantemente violentata, intrecciate per\u00f2 al miracolo di un\u2019alba, di un tramonto, di un passo possibile per quel viandante poeta, una sosta, un foglio di carta, un pennino capace di graffiare senza strappare la carta, un\u2019acqua che lava le ferite e una canzone da mormorare per accompagnare il passo verso un futuro che ti tocca, ti fa male, ma che, adagio, proprio adagio, impercettibilmente diviene una fuga&#8230; verso il sogno non impossibile, sempre in attesa.<\/p>\n<p><a name=\"_GoBack\"><\/a> Chiudo queste mie riflessioni con il punto di domanda iniziale di una poesia che mi piace molto per la sua essenzialit\u00e0:<\/p>\n<p><i>At mai prov\u00e0 \/ a sghici\u00e0r en formigar \/ co i p\u00e8i o co le man \/ per sdrelar tute far en zimit\u00e8ri \/ de cross e ci\u00e0te? <\/i><\/p>\n<p>Toccata, adagio e fuga&#8230; un libro da meditare, da leggere, da carezzare nel cuore, a mani giunte, come in preghiera, con occhi e cuore bambino.<\/p>\n<p><i><strong>Lilia Slomp Ferrari<\/strong> <\/i><\/p>\n<p><i>Alba di Capodanno 2026 <\/i><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Caro Giuliano, finalmente, passata la buriana delle influenze con conseguenze relative, ho avuto il tempo e lo stato d\u2019animo adatti a leggere il tuo libro che ci hai voluto donare all\u2019incontro natalizio del nostro Cenacolo: veramente un graditissimo regalo! 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