{"id":8552,"date":"2026-09-20T19:41:15","date_gmt":"2026-09-20T18:41:15","guid":{"rendered":"https:\/\/www.diaolin.com\/wordpress\/?p=8552"},"modified":"2026-09-20T19:46:51","modified_gmt":"2026-09-20T18:46:51","slug":"settimana-41-i-nomi-della-guerra","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.diaolin.com\/wordpress\/?p=8552","title":{"rendered":"settimana 41 &#8211; i nomi della guerra"},"content":{"rendered":"<h2 class=\"sub-title-primary\"> <\/h2> <p>\u00c8 un tema ricorrente che mi fa soccombere al pensiero del non rivelato e riporta la condizione di essere umano a un concetto di sopravvivenza che oggi chiamerei &#8220;<em>bisogno primordiale&#8221;<\/em> lasciando pure che i benpensanti(?) lo ritengano inevitabile o, per dirlo meglio, ineluttabile ma, io, non concordo: io non posso considerare la guerra come un qualcosa cui non si pu\u00f2 lottare contro o addirittura cambiare; sarebbe come arrendersi al nemico sperando di sopravvivere: io voglio vivere, sopravvivere \u00e8 poco, troppo poco e tendenzialmente inutile. Riconosco che la smania di essere una persona che cerca di resistere mi far\u00e0 sopravvalutare la mia capacit\u00e0 di combattere contro un destino riservato praticamente a tutta l&#8217;umanit\u00e0 e che finir\u00f2 per seguire lo stesso percorso degli altri pur non avendolo agognato, d&#8217;altronde come mi posso esimere dal disegno non scritto che sta alla base della natura degli uomini?<\/p>\n<p>Seriamente, io vorrei vivere un mondo migliore, abitato da gente migliore (me compreso), in un mondo svuotato del metodo di arraffo che ghermisce le vite considerate inferiori in un turbine di &#8220;<em>se non lo faccio io lo faranno altri&#8221;<\/em> e gestire meglio la nostra esistenza se vogliamo che si possa chiamare tale e non &#8220;rapina a mano armata&#8221;. \u00c8 un discorso apparentemente semplice e facilmente fattibile ma manca una voce del nostro vocabolario che la dice lunga su chi siamo e come siamo: <strong>avidit\u00e0,\u00a0<\/strong>o ci scostiamo da questo concetto o tutte le mie parole finiranno in un non detto ormai condiviso da troppi: aria per gengive!<br \/>\nNon pensiamo mai al fatto di essere cos\u00ec infimi e di costringere qualcun altro, suo malgrado, a rinunciare a qualcosa per qualcuno che non conoscer\u00e0 mai, se non dal punto di vista della mancanza delle sue risorse primarie.<br \/>\nStiamo togliendo al pianeta pi\u00f9 di quanto ci serva e nel contempo lo neghiamo a chi non ce l&#8217;ha, il risultato sar\u00e0 guerra contro chi vorr\u00e0 diventare come noi e potenzialmente riuscir\u00e0 nel suo intento e quindi\u00a0 cambier\u00e0 solo il soggetto oppresso, invertiremo il gioco. Una partita a dadi col morto: una volta per ciascuno uccider\u00e0 tutti, prima o poi.<\/p>\n<p>Non parlo di smettere di vivere ma di smettere di vivere sull&#8217;orlo di una guerra che, a parole, nessuno vuole ma nei fatti mandiamo a morire la povera gente sotto le bombe di altrettanto povera gente per sostenere chi ci ha mandati a combattere e morire per renderci liberi.<br \/>\nRendiamoci conto di un fatto semplice: finch\u00e9 cambieremo il nome della guerra non succeder\u00e0 nulla di nuovo e chi comanda continuer\u00e0 a farlo anche per la volont\u00e0 dei quattro gatti che sperano di arrivare al suo posto ed esautorarlo per creare un mondo migliore; senza riuscire a fare niente. Bisogna smettere con l&#8217;ignavia, l&#8217;indifferenza e l&#8217;avidit\u00e0 che ci ha portati in 70 anni a diventare praticamente uguali a chi abbiamo combattuto in una guerra sanguinosa e genocida; quella era l&#8217;ultima guerra, pare, ora si fanno solo operazioni speciali ma chi muore \u00e8 sempre chi, quella &#8220;cosa&#8221;, non la voleva. Ho scritto genocida e anche qui dovremo cambiare il nome del massacro incondizionato di popoli inermi, negri, palestinesi, asiatici o gente che non ha voce nel capitolo della sopravvivenza perch\u00e9, semplice e micidiale, non esiste.<\/p>\n<p>Io continuo a rammentare e a rivivere dentro al mio cuore lo strazio di chi non comprende perch\u00e9 gli arrivi un drone a eliminarlo o una pallottola a trapassargli il cranio con un mea culpa di chi avrebbe potuto smettere prima di cominciare il massacro per poi discutere sul nome della guerra e su quello della morte. Qualcuno sostiene che in fondo \u00e8 stato giusto, facile dirlo se sei sopravvissuto e impossibile farlo se ti hanno ammazzato.<\/p>\n<p>La morte non \u00e8 un trapasso, la pallottola che ti perfora il cranio invece s\u00ec!<br \/>\nQuando decideremo di chiamarla <strong>trepanazione<\/strong> tanto per farla sembrare un atto terapeutico?<br \/>\nPropongo, rattristato e in chiusura, quel cambio di nome che tanto piacer\u00e0 ai chirurghi della morte.<\/p>\n<p><strong><em>Confido nel buon senso di quelli che scriveranno le nuove edizioni del dizionario e non confonderanno le parole facendole sembrare qualcosa che non \u00e8. Lo so benissimo che un dizionario non crea una lingua ma ne assorbe i tratti salienti quando diventano un disegno verbale condiviso ma quando si parler\u00e0 di guerra io spero che la sola parola metter\u00e0 in crisi chiunque si trovi a pronunciarla anche se avr\u00e0 cambiato nome.<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong>Diaolin<\/strong><\/p>\n<p><em>P.S.: volevo chiamare l&#8217;articolo &#8220;Momenti de mona&#8221; ma rivelavo troppo del mio attuale stato mentale<\/em><\/p>\n<p><em><strong>Musica: Arvo Paert &#8211; Lamentate<\/strong><\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00c8 un tema ricorrente che mi fa soccombere al pensiero del non rivelato e riporta la condizione di essere umano a un concetto di sopravvivenza che oggi chiamerei &#8220;bisogno primordiale&#8221; lasciando pure che i benpensanti(?) lo ritengano inevitabile o, per dirlo meglio, ineluttabile ma, io, non concordo: io non posso considerare la guerra come un &hellip; <\/p>\n<p class=\"link-more\"><a href=\"https:\/\/www.diaolin.com\/wordpress\/?p=8552\" class=\"more-link\">Leggi tutto<span class=\"screen-reader-text\"> &#8220;settimana 41 &#8211; i nomi della guerra&#8221;<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":5,"featured_media":8559,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[42],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.diaolin.com\/wordpress\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/8552"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.diaolin.com\/wordpress\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.diaolin.com\/wordpress\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.diaolin.com\/wordpress\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/5"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.diaolin.com\/wordpress\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=8552"}],"version-history":[{"count":10,"href":"https:\/\/www.diaolin.com\/wordpress\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/8552\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":8564,"href":"https:\/\/www.diaolin.com\/wordpress\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/8552\/revisions\/8564"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.diaolin.com\/wordpress\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/8559"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.diaolin.com\/wordpress\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=8552"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.diaolin.com\/wordpress\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=8552"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.diaolin.com\/wordpress\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=8552"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}