{"id":8567,"date":"2026-10-19T09:08:04","date_gmt":"2026-10-19T08:08:04","guid":{"rendered":"https:\/\/www.diaolin.com\/wordpress\/?p=8567"},"modified":"2026-10-19T15:18:27","modified_gmt":"2026-10-19T14:18:27","slug":"settimana-44-in-cammino-sul-cammino-delle-terre-sospese","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.diaolin.com\/wordpress\/?p=8567","title":{"rendered":"settimana 44 &#8211; sul Cammino delle terre sospese e sulla felicit\u00e0"},"content":{"rendered":"<h2 class=\"sub-title-primary\"><\/h2> <p>Non avrei voluto scrivere qui di questo progetto condiviso e condivisibile ma, gioco-forza, ne sono invischiato corpo e sangue, in maniera positiva, e ne voglio parlare a voce limpida, almeno per quello che mi riguarda.<br \/>\nIl progetto di Destinazione Val di Cembra sta giungendo al suo secondo genetliaco e vorrei parlare del mio approccio a questo fantastico pensiero, sboccato in un sentiero tra i paesi della valle che di nome fa:<\/p>\n<h2 style=\"text-align: center;\">Cammino delle terre sospese<\/h2>\n<p>\u00e8 un compendio naturale di sensazioni e un riassunto di un territorio bello, aspro e a tratti selvaggio, il tutto concentrato in 92 chilometri di percorso a piedi: su asfalto e su strada sterrata, su sentieri a tratti ripidi e boschi alpini che sfociano attraverso il torrente Avisio in un paesaggio di macchia mediterranea inaspettato a chi non approfondisce lo sguardo dentro una foglia di noce o un ramo di ginestra per finire i un territorio atipico di foggia semi industriale con le sue cave di porfido e chine di scarto. \u00c8 la bellezza, qui, a farla da padrona: si addentra nei casolari abbandonati deturpandone l&#8217;aspetto coi suoi virgulti di edera per impossessarsi nuovamente dei luoghi sottratti alla natura vivace; non mancano i ponti sul rivo, le forre e i vigneti rubati alla ripa da mani nodose che, nel tempo, hanno tracciato i muretti per un migliaio di chilometri, circa, anche se oggi le tracce si vedono solo sotto la neve d&#8217;autunno e d&#8217;estate, nel momento che potrebbero rinascere, scompaiono tra faggi e abetaie, castagni ed acacie. Resta comunque la poesia di un tracciato che racconta una valle nel suo peregrinare nel tempo lasciando che le impronte dell&#8217;uomo non svaniscano subito ma disegnino un formicaio di strade e pertugi che ci parlano di ci\u00f2 che siamo stati e siamo diventati fornendoci un presente che si esaurisce nell&#8217;attimo di un&#8217;occhiata fugace. \u00c8 importante lo sguardo sui dettagli se si vuole riconoscersi in uno qualsiasi dei posti della valle di Cembra: ad esempio i &#8220;\u00d2meni de Segonzan&#8221;, la piramidi di terra, che ci raccontano, pur essendo fuori percorso, la storia di una valle scavata dall&#8217;erosione di un ghiacciaio e di un torrente impetuoso. Sono degli agglomerati di terra battuta mista a sassi con, al di sopra, un masso enorme che osserva in silenzio la valle. Vi lascio un piccolo spunto dalla mia omonima poesia:<\/p>\n<p><strong><em>e da lass\u00f9 tas\u00e8ndo<\/em><\/strong><br \/>\n<strong><em>i av\u00e8rge &#8216;l \u00f2cio, \u2018n gi\u00f3<\/em><\/strong><br \/>\n<strong><em>qoande da le congi\u00e0l<\/em><\/strong><br \/>\n<strong><em>v\u00e8n f\u00f6r sorisi e amori<\/em><\/strong><\/p>\n<p><em>e l\u00ec, dall&#8217;alto, in silenzio<\/em><br \/>\n<em>si ridestano e aprono gli occhi<\/em><br \/>\n<em>quando tra le bigonce<\/em><br \/>\n<em>nascono sorrisi e amori<\/em><\/p>\n<p>sono, per me, i guardiani della valle ma, se volete leggerla tutta andate al link <a href=\"https:\/\/www.diaolin.com\/wordpress\/?p=852\"><strong>&#8220;i \u00d2meni de segonzan&#8221;<\/strong><\/a><\/p>\n<p>Proseguendo nella personale visione di questo Cammino vi parler\u00f2 di luoghi che dovrete cercare deviando dallo stesso, magari per poco ma ugualmente suggestivi e potenti dal mio punto di vista del messaggio visivo percepito:<\/p>\n<p><strong>Le l\u00f3re a i castel\u00e9ri<\/strong><\/p>\n<p>le trovate tra Lona e Lases (c&#8217;\u00e8 il segnale), appena fuori dal tragitto del nostro Cammino, si tratta di cavit\u00e0 rocciose con temperature costantemente fredde che si trovano a 2000 metri ed oltre e non a questa quota, pare siano connesse attraverso le fenditure di roccia che affondano le radici cave nel profondo del Lagorai selvaggio e raccontano, attraverso erbe di alta montagna e di stelle alpine, un luogo perennemente ghiacciato e isolato in una piccola cavit\u00e0 che risulta una sorpresa anche per chi le ha\u00a0 gi\u00e0 viste. E aggiungo\u00a0 le cave di ghiaccio che, allo stesso modo delle <strong>&#8220;l\u00f3re&#8221; <\/strong>sembrano dei piccoli fantasmi sul sentiero.<br \/>\nLe <strong>&#8220;l\u00f3re&#8221;<\/strong> sono chiamate cos\u00ec in dialetto desumendo il nome da un attrezzo contadino che serviva a travasare le botti: sono delle piccole tinozze con un buco sul fondo, praticamente degli imbuti. In dialetto &#8220;<strong>el lor\u00e8l<\/strong>&#8221; \u00e8 l&#8217;imbuto piccolo e &#8220;<strong>la l\u00f3ra<\/strong>&#8221; \u00e8 la p\u00e9vera o imbottavino, nome storico derivante dal latino <em>pletria<\/em>.<\/p>\n<p>Proseguendo nel tragitto a zig-zag tra i boschi, a pochi passi dal Cammino, si incontra maestosa e quasi arrogante la\u00a0<strong>Cascata del lupo <\/strong>che esce da un anfratto tra le rocce e, se siamo fortunati di arrivarci al levar del sole, solcato da un raggio che sembra tagli la roccia in due per farne scaturire questa sorgete continua e a momenti impetuosa del &#8220;<strong>rio Regnana<\/strong>&#8221; che pare essere uno dei creatori dei\u00a0<strong>\u00d2meni de Segonzan;\u00a0<\/strong>si trova infatti sotto lo &#8220;scavo&#8221; delle piramidi di terra.<\/p>\n<p>Spostando lo sguardo e allungando il passo in direzione Sover ci troviamo avvolti in un bosco tipico del Lagorai con i suoi larici maestosi e i monti che si innalzano un po&#8217; pi\u00f9 verso il cielo e ci proiettano verso un altro luogo che si trova fuori dal nostro Cammino ma che ci permette di allungare di un giorno la visita ad una malga della valle situata nel Comune di Sover: <strong>Malga Vernera<\/strong>, l&#8217;unica malga attiva della valle di Cembra arroccata su un pianoro che fa da promontorio sulla valle in una specie di sguardo che si perde fino al Brenta e, a destra, al ghiacciaio del Similaun e l&#8217;Austria. I pascoli arrivano fino a quota 2100 metri s.l.m., nel regno delle aquile che, fortunatamente, popolano con due nidiate tutto il gruppo del Lagorai. Ne fanno le spese alcuni piccoli di capriolo, mufloni (ora scomparsi) e qualche piccolo di cervo, per\u00f2 \u00e8 questo il senso della loro esistenza; non dobbiamo pensare incautamente che la natura ci abbia regalato gli animali: c&#8217;erano prima e ci sopravvivranno. I boschi, sul fondovalle, pieni di castagni col rivo che solca la valle da millenni e racconta col suo gorgoglio il rumore portato dal tempo fino al giorno del passo che lambisce le rive scoscese ed a tratti a strapiombo. Poi le viti e i muretti a parlarci di uomini duri che hanno modellato la valle a pianori come in molte parti del mondo. Forse che le risaie a terrazza di Longsheng, la Spina Dorsale del Drago, in Cina sembrino cos\u00ec diverse dai muretti della valle o dai muri di sostegno di Machu Picchu?<\/p>\n<p>No, noi non siamo gli unici ma siamo, invero, unici!<\/p>\n<p>Noi siamo i figli di un mondo che, paradossalmente, dovrebbe meritarci invece siamo noi che non ci meritiamo questo mondo e le sue bellezze. Non riusciamo a fare altro che appropriarci di quello che pensiamo sia nostro di diritto, invece \u00e8 nostro perch\u00e9 ce l&#8217;hanno prestato i nostri figli e, a loro, lo hanno prestato i loro nipoti. Il Cammino \u00e8 un piccolo percorso che disegna nelle sue tortuosit\u00e0: bellezze, pericoli, strapiombi e pianori inerbiti e ci fa comprendere che il mondo \u00e8 grande e ci pu\u00f2 contenere tutti (per ora), ma dobbiamo aiutarlo a essere ci\u00f2 che desideriamo e ci\u00f2 che desiderano i nostri figli.<\/p>\n<p>Dobbiamo guardare il mondo con l&#8217;occhio di un bambino e fare in modo che lo sguardo non invecchi mai: neppure in val di Cembra.<br \/>\nRestiamo con i piedi per terra, sulla terra che i nostri vecchi hanno regalato ai nostri figli e che noi, nel poco futuro che ci resta e se non lo useremo male, lasceremo ai figli dei nostri figli.<br \/>\nQuesto \u00e8 l&#8217;unico modo di lasciare che la nostra vita sia veramente servita a qualcosa, non serve un pugno di terra per coprire una bara ma serve un pugno di terra sul quale far nascere un fiore che diventer\u00e0 un albero&#8230;<\/p>\n<p><strong>Diaolin<\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Musica: Arvo Paert \u2013 Lamentate<\/em><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Non avrei voluto scrivere qui di questo progetto condiviso e condivisibile ma, gioco-forza, ne sono invischiato corpo e sangue, in maniera positiva, e ne voglio parlare a voce limpida, almeno per quello che mi riguarda. Il progetto di Destinazione Val di Cembra sta giungendo al suo secondo genetliaco e vorrei parlare del mio approccio a &hellip; <\/p>\n<p class=\"link-more\"><a href=\"https:\/\/www.diaolin.com\/wordpress\/?p=8567\" class=\"more-link\">Leggi tutto<span class=\"screen-reader-text\"> &#8220;settimana 44 &#8211; sul Cammino delle terre sospese e sulla felicit\u00e0&#8221;<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":5,"featured_media":8578,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[42],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.diaolin.com\/wordpress\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/8567"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.diaolin.com\/wordpress\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.diaolin.com\/wordpress\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.diaolin.com\/wordpress\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/5"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.diaolin.com\/wordpress\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=8567"}],"version-history":[{"count":21,"href":"https:\/\/www.diaolin.com\/wordpress\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/8567\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":8649,"href":"https:\/\/www.diaolin.com\/wordpress\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/8567\/revisions\/8649"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.diaolin.com\/wordpress\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/8578"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.diaolin.com\/wordpress\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=8567"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.diaolin.com\/wordpress\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=8567"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.diaolin.com\/wordpress\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=8567"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}