{"id":8695,"date":"2026-10-29T16:09:10","date_gmt":"2026-10-29T15:09:10","guid":{"rendered":"https:\/\/www.diaolin.com\/wordpress\/?p=8695"},"modified":"2026-10-30T21:10:27","modified_gmt":"2026-10-30T20:10:27","slug":"settimana-47-il-morto-miserere","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.diaolin.com\/wordpress\/?p=8695","title":{"rendered":"Settimana 47 &#8211; il morto: miserere"},"content":{"rendered":"<h2 class=\"sub-title-primary\"><\/h2> <p>Sono un amante allo spasimo di un romanzo che, a mio parere, ha rigenerato l&#8217;idea di giustizia insita in una societ\u00e0 che la bramava ma che, tramite cavilli, sotterfugi e giochi di potere, la stava perdendo o, meglio, pensava che non esistesse proprio; questo capolavoro di fantascienza e fantapolitica scritto da Michail Afanas&#8217;evi\u010d Bulgakov \u00e8 &#8220;<strong>Il maestro e Margherita<\/strong>&#8221; ovvero la modernit\u00e0 della figura del Diavolo in tutte le sue sfaccettature ma decisamente diversa dal pensiero comune che sia lui a tentarci e immergerci nel suo brodo primordiale spingendoci ad essere ci\u00f2 che non vorremmo mai abitare. Ognuno di noi crede di riconoscere il Diavolo ma non riesce ad identificarlo con il s\u00e9 interiore! E questo \u00e8 il dramma descritto da Bulgakov che, purtroppo, \u00e8 presente dentro la nostra esistenza in modo preponderante e quasi mistico! Siamo coinvolti volenti o nolenti e cerchiamo di giustificarlo attraverso religione o credenza che sia, non cambia l&#8217;anima dell&#8217;uomo ma cambia la sua giustificazione, tutto l\u00ec.<\/p>\n<p>Torniamo di un balzo al romanzo del nostro e ci fiondiamo sui giardini di Mosca, Patriar\u0161ie prudy (stagni del patriarca), due persone, il presidente del MASSOLIT, (il circolo poeti e scrittori di Mosca), tale Michail Aleksandrovi\u010d Berlioz e il poeta Ivan Bezdomnyj, stanno discutendo animatamente sull&#8217;esistenza di Dio e Berlioz cerca di convincere Ivan a cambiare il contenuto del suo nuovo libro cercando di confutare il racconto cristiano dell&#8217;esistenza di Ges\u00f9 di Nazareth. D&#8217;un tratto un signore slanciato e con voce sicura si intromette e si presenta:<br \/>\n<em>&#8211; Il mio nome \u00e8 Woland e posso confermarle che, caro Michail, il Ges\u00f9 di cui parlate \u00e8 esistito davvero, ero presente personalmente al processo con Ponzio Pilato.<\/em><br \/>\nLa reazione dei due fu prima di sbigottimento e poi di trovarsi di fronte a una spia reazionaria mandata da una potenza occidentale e alla fine dedurre che, davanti a loro sulla panchina ai giardini Patriar\u0161ie del centro di Mosca, ci fosse uno squilibrato e rimasero attoniti a seguire le involuzioni letterarie di Woland. Dopo una breve discussione il discorso cadde sulla capacit\u00e0 di prevedere il futuro e l&#8217;ospite inatteso si ferm\u00f2 e disse loro qualcosa che li fece ridere sotto i baffi:<br \/>\n<em>&#8220;Stasera, caro Michail, non andrai alla riunione; per una semplice congettura: stasera sarai morto&#8221;<br \/>\n<\/em>al che Michail Aleksandrovi\u010d Berlioz rispose:<br \/>\n<em>&#8220;Carissimo signore, chi provveder\u00e0 a farmi fuori visto che non sono ammalato e nessuno mi potr\u00e0 impedire di andare al mio appuntamento se non uccidendomi?&#8221;<br \/>\n<\/em>Woland: <em>&#8220;Sar\u00e0 una giovane donna del partito, e le taglier\u00e0 la testa di netto, dopo essere scivolato su una macchia d&#8217;olio!&#8221;<\/em><br \/>\nBerlioz con disappunto disse: <em>&#8220;Ma la smetta, una donna poi&#8230; anzi, ora vado a prepararmi all&#8217;appuntamento, la saluto!&#8221;<br \/>\n<\/em>Woland: <em>&#8220;Addio, anzi arrivederci&#8221;<br \/>\n<\/em>Berlioz si alz\u00f2 e dopo pochi rapidi passi scivol\u00f2 su una chiazza di olio di girasole perso da una signora, Annuska; ruzzol\u00f2 e fin\u00ec con il collo appoggiato ai binari del tram che stava sopraggiungendo, guidato da una ragazza (con un fazzoletto rosso della giovent\u00f9 comunista al collo) che, nonostante l&#8217;impegno con i freni, mozz\u00f2 la testa di Berlioz che rotol\u00f2 davanti alla panchina sulla quale era seduto Bezdomnyj atterrito e spaventato dall&#8217;accadimento. Si riprese dopo un lungo attimo e cerc\u00f2 di inseguire Woland attraverso Mosca ma qui mi devo fermare, ho gi\u00e0 raccontato abbastanza del morto. e voglio tornare al titolo di questo breve racconto senza rivelare particolari di questo capitolo che si intitola <strong>&#8220;Non parlare mai con gli sconosciuti&#8221;<\/strong>.<\/p>\n<p>Giorgio Allegri, grande musicista, scrisse il suo Miserere 3 secoli prima della dipartita violenta di Berlioz ma resta pur sempre un inno all&#8217;oscurit\u00e0 fatto di poche note, anche se lo esegue un doppio coro, che ne evidenziano il tratto apocalittico nella sua lettura spuria di una partitura glabra che si trasformer\u00e0 durante la sua esecuzione futura fuori dalla Cappella Sistina in un capolavoro di sonorit\u00e0: quasi a descrivere la partitura musicale in un connubio di fede e di credenza che percorre i secoli senza scalfirsi. Senza soluzione di continuit\u00e0. Io trovo che il Miserere di Allegri ben si addica alla mancanza di fede di Berlioz come un momento di sentenza mistico senza alcuna possibilit\u00e0 di esimersi dal giudizio. Per\u00f2 siamo ancora daccapo e non sono arrivato al dunque del titolo. Sto divagando ma ora ci riprovo.<\/p>\n<p>Quale sarebbe la similitudine tra il morto, Berlioz, e il Miserere di Allegri?<br \/>\nIn questo caso non abbiamo nessuna similitudine ma un tentativo tramite il credere di rendere la morte una cosa accettabile; no, non per il morto ma per chi sopravvive e trascorrerla come un momento di transito verso un&#8217;idea balzana di aldil\u00e0: cristiano o musulmano o di qualsiasi credenza professata da vivo.<br \/>\nLa morte come passaggio \u00e8 un concetto che mi viene difficile da sopportare e condividere, personalmente ritengo che la morte definisca il momento che attraversiamo alla fine della nostra vita, senza altri pensieri, senza portarsi dietro nulla a parte la speranza dei sopravvissuti che il dolore provato dal paziente sia breve e leggero!<\/p>\n<p>Resta comunque un nodo da districare e riguarda Woland e la protagonista di questa storia incredibile ed affascinante: Margherita, la regina del Sabba organizzato dal Maestro di ballo, s\u00ec proprio lui, con una schiera di dannati che per una notte salgono nella casa di Berlioz, il morto, trasformata in una sala da ballo sfarzosa e abbagliante per ossequiare il Diavolo e la sua Regina, per una notte.<\/p>\n<p>La scena \u00e8 questa: Margherita in compagnia di Koroviev e del gatto Behemot, due personaggi del romanzo, attendono che i dannati si genuflettano e salutino la regina ma ad un tratto, nella folla urlante, compare una ragazza di nome Frida che chiede a Margherita di aiutarla e poi viene trascinata via nella calca. Questa invocazione resta nelle corde di Margherita e, alla fine del grande ballo, mentre sta per andarsene a morire senza chiedere il pattuito a Woland, viene fermata dallo stesso Woland che le dice:<br \/>\n<em>&#8211; Noi non abbiamo debiti con nessuno, le ho promesso un desiderio e tale voglio esaudire!\u00a0 <\/em>ricordandole l&#8217;impegno preso<em><br \/>\n&#8211; Qualsiasi desiderio?\u00a0<\/em>disse Margherita<br \/>\n<em>&#8211; Qualsiasi, noi non abbiamo problemi di sorta!<\/em><br \/>\nMargherita stava per chiedere che si liberasse il Maestro ma le pass\u00f2 per la mente la richiesta di aiuto di Frida, che aveva ucciso il proprio bambino dopo lo stupro con un fazzoletto bianco, e rispose:<br \/>\n<em>&#8211; Voglio che, a Frida, venga tolta la pena di trovare sul comodino il fazzoletto bianco. D&#8217;altronde anche chi l&#8217;ha stprata ha fatto del male ma l&#8217;unica colpevole sembra lei.<\/em><br \/>\n<em>Woland disse che lui non faceva queste cose compassionevoli e aggiunse: <\/em>&#8220;lo faccia lei!&#8221;.<br \/>\nMargherita chiam\u00f2 Frida e le rivel\u00f2 che non le avrebbero pi\u00f9 portato il fazzoletto sul comodino.<\/p>\n<p>Ecco: questa \u00e8 la storia d&#8217;amore tra Margherita e il Maestro (leggetelo) per chi vuole trattare il romanzo come tale ma, intrinsecamente,\u00a0 rivela una voglia di rivincita di Bulgakov difatti la storia vera \u00e8 il suo amore per la giustizia che si evince dalle poche righe (25) del libro. E chi \u00e8 la giustizia?<br \/>\nLa giustizia \u00e8 togliere una pena eccessiva a chi non se la merita.<br \/>\nin pratica questa specie di pubblicit\u00e0 prima a Bulgakov e\u00a0 poi a Allegri non era altro che l&#8217;ammissione che tante volte non siamo in grado di giudicare neppure le azioni che appaiono becere e, paradossalmente, neppure il Diavolo \u00e8 riuscito nel suo compito di assegnare una pena corretta ad una persona che ha agito per disperazione. Ci ha dovuto pensare una donna!<\/p>\n<p>Leggetevi il Maestro e Margherita cercando di superare indenni il secondo capitolo che vi stupir\u00e0 non poco e ascoltatevi il Miserere di Allegri: sono due capolavori che vivono nel mondo che percorriamo ogni giorno.<br \/>\nIl Diavolo vi ringrazier\u00e0 e troverete un Ges\u00f9 molto afferente alla credenza cristiana, senza fronzoli e senza inganni.<\/p>\n<p><strong>Diaolin<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sono un amante allo spasimo di un romanzo che, a mio parere, ha rigenerato l&#8217;idea di giustizia insita in una societ\u00e0 che la bramava ma che, tramite cavilli, sotterfugi e giochi di potere, la stava perdendo o, meglio, pensava che non esistesse proprio; questo capolavoro di fantascienza e fantapolitica scritto da Michail Afanas&#8217;evi\u010d Bulgakov \u00e8 &hellip; <\/p>\n<p class=\"link-more\"><a href=\"https:\/\/www.diaolin.com\/wordpress\/?p=8695\" class=\"more-link\">Leggi tutto<span class=\"screen-reader-text\"> &#8220;Settimana 47 &#8211; il morto: miserere&#8221;<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":5,"featured_media":8696,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[42],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.diaolin.com\/wordpress\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/8695"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.diaolin.com\/wordpress\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.diaolin.com\/wordpress\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.diaolin.com\/wordpress\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/5"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.diaolin.com\/wordpress\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=8695"}],"version-history":[{"count":17,"href":"https:\/\/www.diaolin.com\/wordpress\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/8695\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":8716,"href":"https:\/\/www.diaolin.com\/wordpress\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/8695\/revisions\/8716"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.diaolin.com\/wordpress\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/8696"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.diaolin.com\/wordpress\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=8695"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.diaolin.com\/wordpress\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=8695"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.diaolin.com\/wordpress\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=8695"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}