(VI) acqua

canta il fruscio della sera
la farfalla che ondeggia tra le rive
abbandonate alle radici
di un salice dormiente
trascinando verso valle bastimenti
morte assenze di un castagno malandato
contro il tempo che non cede
annegate dentro un mare sconosciuto
fatto solo con due lacrime di cielo
e un po’ di niente

Giuliano

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Commento (1)

  1. guido Leonelli

    C’è molto phatos in questi bei versi. Di grande effetto gli ultimi tre.
    Ciao.

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