(VII) parole

Da dietro un Niqàb di parole
osservo la vita che corre sopita
distesa su un foglio di voci silenti
brusio di pensieri sconnessi
radici di acacia spinosa
piantate nel tiepido seme di roccia
lasciata appassire al sole d’inverno
Intanto attraversa la cruna di nuvole scure
il volo di un’aquila sola
perduta nel soffio del vento viziato
da un raggio di luna più muto di sempre

Giuliano

Il niqāb  è un velo presente nella tradizione araba preislamica e in quella islamica, che copre l’intero corpo della donna, compreso il volto, lasciando scoperti solo gli occhi.

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1 commento su “(VII) parole

  1. Riporto da Facebook:

    Carmelo Serafin

    Il Ritmo a perdere con effetto Consecutio Temporum la rende leggera.Quasi mistica.

    Dal Maso Francesca

    Molto bella… scritta col cuore…

    Roberto Resoli

    Bella Diaolin, lo stessa sontuosa sonorità di quelle en dialèt

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