sala d’aspetto

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sperante che ‘l orlòi el dess de vòlta
fintànt che no se sente ‘l fis’ciò gréo
voria che ‘l spètia lìve almen en cìn
che se sugàss le gàlte tute mìzze
e po’ lassar che ‘l vèntia fiss pu fiss
a trar entorn le föie a scarmenon
scondendo sot la dasa le paturnie
tegnèndo ‘l cör soléo preciss del sol
ma ‘l sento, ‘l se svesìna a sbùfi fondi
col sò tirarse ‘nnanzi istess de ‘n bò
l’è crùo qoel zìfol font, l’è na cioìta
e ‘l bàba la sò storia sol par mi

Giuliano

sala d’aspetto

speriamo l’orologio torni indietro | almeno fino a quando non si sente il fischio greve | vorrei aspettasse lì almeno un attimo | che si asciugassero le guance tutte bagnate | e poi lasciare che soffi il vento forte | a trascinare in giro foglie a caso | nascondendo sotto le frasche i propri crucci | tenendo il cuore leggero come il sole | ma lo sento, si avvicina a sbuffi intensi | col suo tirarsi avanti uguale ad un bue | è crudo quel fischio greve, è una civetta | e ciarla la sua storia solo per me

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4 commenti su “sala d’aspetto

  1. Sono contento che cominci a piacerti l’endecasillabo: è una passione che coltivo anch’io da un po’.
    Non mi è ben chiaro perché ti auguri che l’orologio rallenti la sua corsa ma non credo che sia così importante. Più importante e bella è la scorrevolezza e la musicalità del verso.
    E quanto al richiamo, che trovo melanconico e tutt’altro che greve, della civetta, sapessi quanto mi piace ascoltarlo quando mi capita di svegliarmi la notte.
    Ciao.

    1. Sinceramente, dell’endecasillabo, non me n’ero neppure accorto.
      L’importanza dell’orologio che rallenti la sua corsa è fondamentale per tutto lo scritto che ha appunto come titolo “sala d’aspetto” ma non dico altro, ognuno prenda ciò che trova come è giusto che sia.

      Grazie del commento

      Diaolin

  2. bella bravo ricorda qualcosa a me familiare le lancette (parte razionale)
    non sempre trovano il cuore nella giusta condizione

    ciao enzo calore

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