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‘l se strozega grìs, ‘mprendù,
còrf de sora i qoèrti al cant de aotùn,
portandose sol àneme bolìfe, a babilòn,
soliènte e le se smòrza,
sùte!

po’, gréo, ‘l se cala bass,
su le patùrnie, a roncar font
e tut ‘l perde i colori e ‘l se smamìss
al crèp de bràsa
föc!

no ‘l se desfànta pù,
l’è sempro ‘ntorn, catìo, e ‘l fà tut lustro
endo che gènt no par sia nianca òmeni
fermadi dent a ‘n click  e ‘ntant se stìza
‘mpò!

Giuliano

fumo

si trascina grigio, rappreso | corvo sopra i tetti al canto d’autunno | portandosi dietro faville d’anime, sulle spalle, | sole che si spengono | asciutte | poi, greve, si abbassa lento, | sulle preoccupazioni, a rodere dentro | e tutto perde i colori e  sbiadisce | al crepitìo di brace | fuoco! | non si dirada più | è sempre intorno, cattivo, e rende tutto vuoto | dove le persone non sembrano neppure uomini | fermati dentro un click e si continua a dargli legna | indifferenti

Il 27 gennaio è il GIORNO DELLA MEMORIA, quel giorno del 1945 ad Auschwitz furono aperti i cancelli sull’orrore umano, sull’orrore nazista, sulla tragedia dell’umanità. Ma questa tragedia non va solo ricordata, va impedito che succeda ancora…

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14 thoughts on “fum…

  1. Quel grigio che avvolge tutto e tutti….nell’indifferenza…
    Un ricordo e un monito. Bravo !

  2. Hai il coraggio d’esser poeta, e ottimo, in quest’epoca di lamentosi narcisi. Basterebbe questo a stimarti. Le tue poesie, poi, le sento sempre “mie”; scrivi come scriverei.

  3. Isola di Lero 9 settembre 16 novembre 1943 – Marina Militare Italiana – 12.000 uomini – si salvano in 1.500 tra i quali mio padre – deportati il 17 novembre 1943 nei campi di prigionia in Germania in condizioni disumane. Mio padre fu liberato il 15 ottobre 1945. Se ascolto il silenzio sento ancora il dramma di ciò che mi raccontava. Grazie.

  4. Verso la fine degli 70 rimasi colpito da una conversazione con un giudice della corte di Amburgo amico di mio padre… mi disse che si vergognava d’essere tedesco perchè nelle scuole quel periodo storico e soprattutto l’olocausto non veniva affrontato…lasciando le generazioni future nella nebbia …

  5. ‎”la Russa sta davanti a me,un chimono di seta verde avvolge la sua figurina deforme.Ha occhi di fanciullo, molto saggi e puri. Mi scruta a lungo in silenzio e poi esclama appassionatamente:-
    < Vorrei, oh quanto vorrei nuotar via nelle mie lacrime verso un mondo migliore ! >
    *Etty Hillesum*
    bellissima la tua poesia…
    grazie, marlene

  6. Grazie…poeta dei canti…bella, acuta, forte come il suo dolore…

    “al margine della traccia di lacrime impara a vivere”

  7. ..pò,greo ‘l se cala bass su le paturnie….
    purtroppo a tanti la Storia non ha insegnato niente,perchè dietro l’angolo purtroppo…………Bravo Giuliano.

  8. Sono stata a Auschwitz – Birkenau in Polonia e a Dachau, pochi kilometri da Monaco di Baviera, NON SI PUO’ DIMENTICARE……

  9. Si può parlare del male e del dolore.
    Di ogni male e dolore: dal più tenue e accettabile a quello più aspro e atroce, insopportabile, si troveranno sempre i termini per graduarne la densità, l’intensità e trasmettere e farne conoscere la… dimensione.
    Ma non si troveranno mai i termini adatti per narrare, descrivere il Male Assoluto.
    Il male assoluto non ha voce: è muto.
    Le parole sono inadeguate per esprimerlo.
    Le parole risiedendo nella Mente razionale, nel ciò che è afferrabile dal nous, dissolvono il senso nel percepibile perché di percettibile si nutrono, e non sanno riportare, né tanto meno spiegare ciò che dalla mente umana non è afferrabile.
    Tanto ci fa comprendere la Shoah.
    Né l’abbandono della ragione, né l’homo homini lupus, né la malvagità.
    No!
    È altro.

    MC

  10. La Ragione, ragione è impotente e non potrà mai comprendere il frutto dei suoi stessi orrori…perché è la fredda ragione che partorisce questo orrore.
    Io credo che non ci serve la semplice memoria cosciente a riscattare queste tragedie …e questi morti..fu calcolo preciso quello sterminio e tutti gli “olocausti” quotidiani…anche quando non ci toccano fisicamente, ma forse peggio fanno ammalare la mente.
    Ci serve un pensiero nuovo, non razionale per affrontare la conoscenza, e credere che l’uomo può accedere a questa forma nuova di conoscenza..
    Ci resta se no, solo quell’idea del “male” che è solo la condanna a non pensare Michele…sarebbe ora di uscirne fuori….
    Un saluto.

  11. Molto bella!!

    L’avevo già letta, ma non commentata. La cosa più triste, purtroppo, è che – come scrivi tu altrove, caro Amico – oggi siamo ancora lì, siamo ancora allo stesso vergognoso punto! Non abbiamo capito nulla, non abbiamo imparato nulla e non solo non abbiamo fatto progressi, ma siamo perfino regrediti, per molti versi…

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