settimana 27 – ZTL zona a trambusto laterale

per non vedenti, non parlanti e non udenti

Esco e passeggio sulla SP 71 (del repèz [nomignolo per gli amici]).
I due semafori sono spenti, anche l’arancione che un tempo campeggiava nel centro pulsante, tace in un silenzio tombale, forse ci sono problemi con la fornitura di energia elettrica e avranno tagliato i fili (SIC). I segni a terra delle strisce pedonali sono quasi assenti, consunti, e il limite è sbiadito dal tempo; la segnaletica verticale peraltro presente si nasconde dietro ad un cespuglio quasi a non voler disturbare chi sfreccia veloce ed ignaro(?) del pericolo che cala sul passante, bambino o adulto che sia. L’indifferenza procede potente e precede che viaggia veloce verso TUTTE LE DIREZIONI.

Questo sarebbe un centro abitato, ora persino con molti bambini, fanciulli di tutti i colori, di diverse nazionalità ma pur sempre esseri umani che hanno tutti i diritti di crescere in un mondo bello e che li protegga.
Giocano a palla e passano in bicicletta sulla strada veloce (per chi non rispetta i limiti), a volte accompagnati dalle mamme o dai papà ma pur sempre in pericolo. Questa sarebbe la vita moderna in un ridente paesino di montagna.
Quella vita che qui come altrove corre sul filo ed il filo si chiama “culo” o fortuna per chi disprezza questo linguaggio pieno di francesismi.
È pur vero che negli ultimi anni, su questo tratto di strada non abbiamo avuto incidenti che coinvolgessero i pedoni, purtroppo però possiamo parlare solo del passato, inoltrarci nel futuro ci porterebbe a vedere troppo avanti quindi la versione osmotica è:
“Se succederà qualcosa si stabilirà di chi è la colpa.”
nessun cenno a chi subirà il danno, solo una correzione dell’autore.
Che cosa non riusciamo a capire dell’incorreggibile idea che trovare le colpe è un atto vigliacco di autodifesa?

Resta comunque una colpa, grave, per la quale credo che scomodare Dante mi sembrerebbe superfluo, d’altronde l’Antinferno è un salvataggio per chi non vuole prendere posizione e la condanna è il correre dietro ad una bandiera che non si ferma, mai punti da vespe e mosconi continuamente. Una pena lieve ma perpetua.
La non scelta è una presa di posizione violenta e infingarda, ti salva ma la tua anima non sarà indifferente.
Quindi una voce mi dice:

Vuoi fare una ZTL? (zona a trambusto laterale)

Eh? Non mi pareva fosse questa la definizione legale.
Giusto, non è la definizione legale ma diventa il risultato pratico: la zona è un centro abitato, abbiamo il limite dei 50kmh ed esiste, udite udite, il divieto di sorpasso (cosa strana perché tutti pensano che in centro abitato ci sia il divieto di sorpasso ma nella realtà non è previsto dal codice), poi abbiamo due semafori tragicamente spenti nonostante l’investimento di denaro pubblico a vuoto e bloccati al mero lampeggio dal 2007 (qui sarebbe da fare una verifica alla Corte dei Conti) e poi esiste la prudenza che aiuterebbe tutti a vivere meglio e in un posto migliore.

L’unica cosa che viene rispettata è l’adrenalina. E come? La si rispetta cercando di insistere sul pedale per spingerla nel sistema nervoso essendo certi che a noi non toccherà mai.E perché a noi non toccherà mai? Perché stiamo attenti, mi sembra ovvio. Comunque, se succede, prenderanno il colpevole e lo chiuderanno al gabbio. E i suoi sogni saranno pervasi dal rimpianto di avere provocato quell’incidente. Il problema è che a un bambino ammazzato non importa nulla del rimpianto di un c*glio*e che lo ha steso su un prato di asfalto.

Io mi chiedo di cosa si dispera se lo ha cercato lui?
E chi gongola per la pena subita da chi ha causato il danno irreparabile merita la stessa punizuine nell’Antinferno dantesco.

La ZTL, quella vera, non è una scelta ma una necessità!

 

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