settimana 37 – IntellighenziaArtificiosa e pinzellacchere avariate

Questa mattina ho sentito un amico e mi ha detto che un suo conterraneo, all’incirca della nostra età, ha parlato in una conferenza sulla situazione attuale rimarcando potente il senso di colpa che pervade la nostra generazione (la sua) quasi senza sentirsi parte del problema; si tratta di un dirigente di alto profilo che racconta le proprie colpe dall’alto di una “carega” decisoria che ha contribuito non poco alla situazione poco civile che ci sta attorno. E faceva pure la smorfia di dolore…

Ma ci rendiamo conto o no che siamo immersi nel nulla comico” e ci prostriamo di fronte a chi fa di tutto per sgozzarci a caldo?
Ci stiamo arrendendo ad un ladro di pensiero chiamato Intellighenzia Artificiosa per lasciarci pervadere dal non-senso che la farcisce di parole messe lì a caso posizionandole in modo da sembrare un discorso compiuto. Fino a quando durerà questo dramma della parola che si compie attraverso un sistema anzi un marchingegno che non comprende cosa stia dicendo?
La decisione di mettere assieme i due problemi: il dirigente che sproloquia a ca**o e l’Intellighenzia Artificiosa che si comporta in modo uguale e quindi ha lo stesso approccio del dirigente è un’operazione di confronto tra pari, quasi l’uovo e la gallina; un problema stabilire chi sia arrivato prima, però sappiamo bene che entrambi stanno raccontando una storia che non hanno ben compreso; chi non ne comprende la portata deleteria e chi non la comprende e basta essendo un sistema che non si preoccupa del senso di quello che espone.

Siamo nelle mani di persone che non comprendono il mondo, o almeno così dimostrano, e che utilizzano la IA per capire cosa debbono fare; questo è un grande, enorme problema. Siamo nelle mani di chi considera il mondo qualcosa di suo senza preoccuparsi del fatto che esistono miliardi di persone e hanno diritto di abitarlo e di goderne i frutti, sia naturali che personali.
Siamo nelle mani di chi fa la guerra e, al contrario, pensa che noi viviamo in pace da 70 anni. Siamo nelle grinfie dell’Intellighenzia Artificiosa che nulla sa di umanità e si occupa solo ed esclusivamente di numeri; sono diventate tali anche le parole e vengono messe in fila in un calcolo delle probabilità che, alle volte, riesce a tirar anche fuori frasi sensate, ma quanto possono esserlo se chi le espone non conosce nulla degli esseri umani?
Il dolore, la felicità, la ripicca e tutte le sensazioni che ci permettono di sentire, per esempio, che la piastra del grill scotta e ci fa allontanare oppure lo sguardo di qualcuno che ci eccita al punto di pensare di avere trovato l’amore (ridicolo) e ci lascia sciogliere come neve al sole di fronte alla sterminata bellezza di un tramonto o temere il peggio durante l’apocalisse dello scoppio di un vulcano pur riuscendo a sfuggirvi e a cavarsela.
Cosa ne sa l’IA di queste sensazioni? eppure si pensa alla stessa come un concentrato di intelligenza, nome scontratosi subito con la realtà dei fatti: è semplicemente un complesso collettore di parole che deciderà come dovremo sopravvivere e, come ha detto il dirigente, senza curarsi del fatto che noi siamo mortali e duriamo poco, ma l’IA non ha la percezione di questo.

Il volo pindarico tra quest’uomo e il risultato di miliardi di calcoli al secondo spero ci faccia provare a comprendere il senno di entrambe le cose: l’ignavia del dirigente e l’ottusità di un oggetto informatico che, a ben pensare, non posso neppure definire ottuso.
Credere di poter gestire il mondo attraverso una macchina si risolverà nell’appropriazione del sapere messo a disposizione sui libri senza avere a disposizione l’esperenzialità necessaria a comprenderne la portata: praticamente un furto con scasso (i libri vanno al macero dopo l’assorbimento del testo) per fare cosa? Per cedere a piccoli passi un sapere millenario a persone che, nonostante tutto, non riusciranno a comprenderlo e a viverlo per intero. Lo so anch’io che non possiamo appropriarci dello scibile umano in una vita, per studiosa che sia ma, cedere il passo ad una macchina farà sembrare l’effetto talmente naturale da non accorgercene e finiremo sulla strada del citato dirigente: “avremo la colpa di ciò che succederà” lo racconteremo e faremo in modo di spiegare che non era possibile fare null’altro.

Vi lascio con un pensiero rivolto a Wikipedia: quando cercate qualcosa su un motore di ricerca avrete a disposizione una delle pagine di Wikipedia riportate dalla IA del motore, probabilmente  senza riferimenti al sito libero. Chiedetevi una cosa semplice: se Wikipedia non fosse gestita da gente che fa della libertà, anche di sbagliare beninteso, un metodo di condivisione sociale cosa riporterebbe l’IA di turno?

NULLA

Mi spiace per quel malcapitato dirigente ma temo non sia solo.

Diaolin

A proposito: sapete la differenza tra artificioso e artificiale?
La differenza principale risiede nel fatto che artificiale indica ciò che è fatto dall’uomo anziché esistere in natura, mentre artificioso descrive qualcosa di studiato, macchinoso o non spontaneo, spesso con una sfumatura di artificiosità o finzione(Treccani).

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

 characters available