settimana 28 – una partita di pallone, forse una guerra

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Oggi si affrontano due squadre, sì, due squadre… di calcio.
Alla mia sinistra: Louis, Giovannino, Christian, Kiràn, Harris, Bòris e Ayan in panchina
e, alla mia destra: George, Robertino, Malìka, Aitana, Hiba, Eliàs, Faizàn e in panchina Tòivo, credo finlandese.

Portiere della prima squadra una femmina: Kiràn, col suo vestito tipicamente arabo
Portiere della seconda squadra Eliàs, pantaloncini corti, alla scozzese.

Non hanno la divisa di una squadra di calcio ma sprizzano felicità dal desiderio di giocare in compagnia.
E la squadra? No, la squadra non conta se non per la direzione verso la quale portare il pallone a rete!

Capitano Louis e George! Sembra si capiscano anche se credo siano di nazionalità diverse.
Fischio d’inizio!
Ma chi è che ha fischiato?
Ah, ora vedo, Eliàs il portiere della seconda squadra, ha dato inizio alla partita.

Subito una calca, Louis pass a Kiràn che dribbla Hìba ma Aitana lo intercetta e rimonta verso l’altro lato del campo, passa la palla a Malìka, che sarebbe in fuorigioco ma, qui, questa regola non vale, il campo è troppo piccolo, Kiràn prova a intercettare un palo netto ma, fortunatissima lei, la palla è troppo alta e va a finire fuori campo.

Fischio! Rimessa in gioco! Finta, calcio indietro, corner!
Tira George, ah no, è Louis, ma sì vabbè cosa conta conoscere il nome di chi tira?
Un genitore, lì vicino, impreca contro l’arbitro, che non riesco a vedere, perché a dir suo c’è stato un fallo di mano e pretende una punizione.
Mi giro e chiedo ancora spiegazioni e lui impreca nella nostra lingua perché a dir suo io non capisco un fico secco di calcio. No, la parola non era fico secco ma secondo me ci assomigliava molto. Mi spiega a modo suo che il regolamento dice così e cosà e che se non si segue poi i ragazzini non diventeranno mai degli adulti!
Adulti come noi, aggiungo io?
Prosegue la partita e il portiere femmina para un rigore assegnato non si sa per quale ragione e rimette la palla in gioco.
Il genitore solerte continua con le sue imprecazioni al suo dio e ad accusare di incapacità, credo, l’avversario che ha osato affrontare suo figlio e i bambini si guardano e sorridono felici.

Una mamma dice al suo bimbetto di non sudare troppo, quasi che si possa gestire il sudore!
Chiama il ragazzino e lui le dice che non può uscire perché metterebbe in crisi tutta la squadra.
Altri genitori applaudono e ridono contenti, no aspetta, sto esagerando, direi allegri.
Azione, passa la palla, dribbla l’avversario, finta, tacco e fallo.
Non si deve usare il gomito giocando a calcio.
Punizione.
Goal in palo netto, la ragazzina ha tirato con maestria e ha fatto goal!
La sua squadra esulta e la abbraccia con slancio.
Alcuni genitori urlano ai loro pargoli mettendoli di fronte al fatto di essere stati sconfitti da una femmina e prospettano loro un avvenire difficile se vanno avanti così.
Io mi chiedo, basito: ma la partita è tra bambini o è una specie di rivincita tra genitori che non capiscono niente?
Non comprendo perché bisogna aggiungere difficoltà ad un momento di spensieratezza fugace.

Alla fine i bambini fanno il conto dei goal, discutono sui falli e esprimono soddisfazione per le azioni riuscite bene e vanno insieme a mangiarsi un gelato. La squadra ha vinto, tutta la squadra. Nessuno ha perso, nessuno!

Ai genitori resta il rimpianto che la loro squadra abbia perso.

Ma io dico: vogliamo davvero che i bambini diventino questo tipo di adulti dove fondamentalmente prevale la prevaricazione?

A voi la scelta, se riuscirete a farla!

Diaolin

Musica

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settimana 27 – ZTL zona a trambusto laterale

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per non vedenti, non parlanti e non udenti

Esco e passeggio sulla SP 71 (del repèz [nomignolo per gli amici]).
I due semafori sono spenti, anche l’arancione che un tempo campeggiava nel centro pulsante, tace in un silenzio tombale, forse ci sono problemi con la fornitura di energia elettrica e avranno tagliato i fili (SIC). I segni a terra delle strisce pedonali sono quasi assenti, consunti, e il limite è sbiadito dal tempo; la segnaletica verticale peraltro presente si nasconde dietro ad un cespuglio quasi a non voler disturbare chi sfreccia veloce ed ignaro(?) del pericolo che cala sul passante, bambino o adulto che sia. L’indifferenza procede potente e precede chi viaggia veloce verso TUTTE LE DIREZIONI.

Questo sarebbe un centro abitato, ora persino con molti bambini, fanciulli di tutti i colori, di diverse nazionalità ma pur sempre esseri umani che hanno tutti i diritti di crescere in un mondo bello e che li protegga.
Giocano a palla e passano in bicicletta sulla strada veloce (per chi non rispetta i limiti), a volte accompagnati dalle mamme o dai papà ma pur sempre in pericolo. Questa sarebbe la vita moderna in un ridente paesino di montagna.
Quella vita che qui come altrove corre sul filo ed il filo si chiama “culo” o fortuna per chi disprezza questo linguaggio pieno di francesismi.
È pur vero che negli ultimi anni, su questo tratto di strada non abbiamo avuto incidenti che coinvolgessero i pedoni, purtroppo però possiamo parlare solo del passato, inoltrarci nel futuro ci porterebbe a vedere troppo avanti quindi la versione osmotica è:
“Se succederà qualcosa si stabilirà di chi è la colpa.”
nessun cenno a chi subirà il danno, solo una correzione dell’autore.
Che cosa non riusciamo a capire dell’incorreggibile idea che trovare le colpe è un atto vigliacco di autodifesa?

Resta comunque una colpa, grave, per la quale credo che scomodare Dante mi sembrerebbe superfluo, d’altronde l’Antinferno è un salvataggio per chi non vuole prendere posizione e la condanna è il correre dietro ad una bandiera che non si ferma mai punti da vespe e mosconi, continuamente. Una pena lieve ma perpetua.
La non scelta è una presa di posizione violenta e infingarda, ti salva ma la tua anima non sarà indifferente.
Quindi una voce mi dice:

Vuoi fare una ZTL? (zona a trambusto laterale)

Eh? Non mi pareva fosse questa la definizione legale.
Giusto, non è la definizione legale ma diventa il risultato pratico: la zona è un centro abitato, abbiamo il limite dei 50kmh ed esiste, udite udite, il divieto di sorpasso (cosa strana perché tutti pensano che in centro abitato ci sia già il divieto di sorpasso ma nella realtà non è previsto dal codice), poi abbiamo due semafori tragicamente spenti nonostante l’investimento di denaro pubblico a vuoto e bloccati al mero lampeggio dal 2007 (qui sarebbe da fare una verifica alla Corte dei Conti) e poi ,esiste la prudenza che aiuterebbe tutti a vivere meglio e in un posto migliore.

L’unica cosa che viene rispettata è l’adrenalina. E come? La si rispetta cercando di insistere sul pedale per spingerla nel sistema nervoso essendo certi che a noi non toccherà mai.
E perché a noi non toccherà mai?
Perché stiamo attenti, mi sembra ovvio.
Comunque, se succede, prenderanno il colpevole e lo chiuderanno al gabbio. E i suoi sogni saranno pervasi dal rimpianto di avere provocato quell’incidente. Il problema è che a un bambino ammazzato non importa nulla del rimpianto di un c*glio*e che lo ha steso su un prato di asfalto.

Io mi chiedo “di cosa si dispera se lo ha cercato lui”?
E chi gongola per la pena subita da chi ha causato il danno irreparabile merita la stessa punizuine nell’Antinferno dantesco.

La ZTL, quella vera, non è una scelta ma una necessità!

Diaolin

Musica: Arvo Paert – Lamentate

 

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