settimana 49 – l’ignoranza colpevole
IperMercato XYZ, ore 22:00 sbrinamento congelatori.
Succede ogni giorno nei congelatori e frigo moderni: un sistema intelligente(?) mette il frigo in sbrinamento invertendo l’azione del gas utilizzato per raffreddare: facendolo scaldare per 30-45 minuti fino a sciogliere quello strato fastidioso di ghiaccio che, col tempo, isolerebbe il frigo e lo renderebbe piano piano una lastra di ghiaccio.
Durante le scorse settimane questa azione in diversi super o ipermercati francesi e, via via, in mezza Europa l’azione è stata eseguita, pare, tramite connessione remota e ha trasformato i frigo in forni a bassa temperatura: alcuni 50° e altri 75° e, in ogni caso, con tempi dilatati al punto da rendere il contenuto dei Frigidaire praticamente da buttare nell’umido.
Fino a qui non si capisce che bisogno aveva “el Diaolin” di scrivere questo pezzo?
La questione la voglio chiarire subito e prima di essere etichettato come inneggiatore all’hacking sociale!
Questa dissacrazione sul ruolo dei frigoriferi nella vita delle persone non è una prosopopea dettata da uno che conosce abbastanza a fondo la rete ma una considerazione filosofica sul ruolo che abbiamo dato a questo oggetto: comodità è la parola chiave ed è la stessa parola che ci frega a pié pari.
Siamo in un mondo, il mondo euro-americano, intriso di medicinali automatici ed elettronici che ci portano a non considerare necessarie tutte le azioni automatiche che si possono fare eseguire dagli oggetti che ci circondano (ebbene sì, mi sento accerchiato) tipo: accendere la stufa a pellet, sbrinare il frigorifero, aprire la porta da remoto, controllare con le telecamere cosa succede e chi più ne ha più ne metta.
Forse accendere il riscaldamento in tempo prima di entrare in casa è il quid che ci fa tremare?
No, non credo, in realtà ci fa tremare di più trovare la casa fredda ma, siccome sono un ottimista perfido, meglio la casa fresca di una casa incendiata da un sistema che conosce solo alcuni dettagli.
La questione frigoriferi però è una grande comodità e permette di gestire il tutto da remoto senza colpo ferire!
Io farei un discorso di opportunità rispetto a questo gioco alle tre carte nel quale si spera di essere i migliori: la domanda è questa e si basa su una semplice constatazione che mi riporta al discorso iniziale nel quale insisto a dire che il fatto di accendere un frigo o gestirlo da remoto non è un vantaggio per quasi nessuno, a parte le ditte che ti offrono consulenza e gestione remota dei tuoi oggetti casalinghi o della tua ditta.
Abilitare l’accesso a qualsiasi indirizzo remoto significa tecnicamente permettere di usare l’accesso al frigo/tv/riscaldamento a chiunque conosca la password dell’oggetto che, di fabbrica, è la stessa per ogni serie di oggetti ed è reperibile alla prima riga di risposta su qualsiasi motore di ricerca.
La sapete la password di fabbrica del frigo? 8888 è un buon inizio e, personalmente, non sono un hacker!
Ma questo è un dettaglio che troveresti in rete in un microsecondo, il problema è un altro e di gran lunga peggiore: abbiamo messo in casa degli oggetti che ci sembra comodo gestire con il telefono (strumento sicuramente inadatto a un uso non ludico) ma appena qualcuno ci racconta che il suo forno a microonde può accenderlo da remoto così si trova la cena calda appena varca la porta del loculo corriamo anche noi dal nostro spacciatore di elettroamenità per cercare una soluzione al problema del secolo: dobbiamo scaldare il cibo e trovarlo bollente appena varchiamo la porta di casa. E il fornitore di gadget inutili provvederà a configurarvi un nuovo forno con la password che sa solo lui e ve la inserisce nel vostro cellulare per permettervi di trovare la minestra calda alla bisogna.
Praticamente ci siamo fatti bucare la casa con un demolitore elettronico per scaldare prima un piatto di minestra.
E c’è qualcuno che applaude! Anche qualcuno che non conosciamo e che ci spegnerà il frigo e accenderà il riscaldamento in estate a causa di questa fiducia rilasciata a piene mani e inconsapevolmente a qualsiasi “mona”.
Ora non voglio essere troppo feroce ma vi chiedo di rispondere a una domanda e farlo sinceramente:
Vi ricordate la password della vostra posta di gmail o del diavolo che vi pare?
Se la risposta è sì allora non metterete i rete il vostro frigorifero ma se la risposta è no vi chiedo perché dovreste esporlo!
Non si tratta di stabilire se i vostri dati siano importanti o meno per chi ve li vuole rubare ma si tratta di stabilire se i vostri dati siano importanti per voi stessi.
Non ditemi “chi vuoi che cerchi i miei dati? non sono nessuno!”, il punto vero è che i tuoi dati, caro signor nessuno servono a capire chi sei.
Come disse bene un signore che è riuscito a farci il giro: Io non ho nulla da nascondere ma molto da proteggere!
Il suo nome è Snowden e aveva addosso l’Interpol e tutta la polizia americana.
Bel discorso Diaolin ma ora chi è che paga il conto del cibo buttato nelle immondizie? Noi, mi sembra ovvio, anche quello scaduto lo paghiamo noi ma non ce lo dicono.
Se sentite un evento del genere vi consiglio di staccare dalla rete internet il vostro frigo. Immediatamente.
Oppure comprate alcuni sacchi grandi per l’umido che prima o poi vi serviranno.
La comodità costa e, alle volte, non serve a nessuno.
Non serve internet sul frigo, non a voi, e questo è un fatto!
Volete un esempio su cosa non fare?
Nulla che non fareste a casa vostra.
Diaolin
